CONFEDERATIONS CUP: LA GERMANIA VINCE, MA QUANTA SOFFERENZA!


Sochi - Esordio vincente dei campioni del mondo della Germania che, nell'incontro disputato nel pomeriggio, hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio (3-2) di un'Australia mai doma, che ha fatto tremare i ben più titolati ed accreditati avversari sino all'ultimo istante. 
Pronostico dunque rispettato, ma i tedeschi non hanno affatto incantato. Per questo motivo, ne è scaturita una gara avvincente ed emozionante, sulla stessa falsa riga di quelle sin qui viste in questa edizione della Confederations Cup.
Con il lutto al braccio per la recente scomparsa del cancelliere della riunificazione Helmut Kohl, i tedeschi partivano a razzo e dopo appena 5' di gioco passavano in vantaggio grazie a Stindl, bravo a girare in rete un grande assist di Brandt
Sembrava l'inizio di una gara tutta in discesa, e le occasioni costruite a raffica dagli uomini di Low nella prima mezz'ora avvaloravano questa sensazione. Per ben due volte, infatti, Wagner (17' e 24') aveva sul piede la palla del 2-0, ma in entrambe le occasioni sciupava tutto clamorosamente. Stessa sorte per Brandt (fra i migliori in campo), le cui conclusioni erano efficacemente sventate da Ryan
Quando l'Australia era alle corde ed il raddoppio nell'area, ecco che all'improvviso i "socceroos" si destavano dal torpore: al 37' Sainsbury si trovava tutto solo davanti a Leno ma falliva grossolanamente; quattro minuti dopo Rogic faceva centro, approfittando anche delle incertezze palesate nell'occasione dall'estremo difensore tedesco apparso abbastanza insicuro non solo in questa circostanza.
La gioia degli oceanici, era però effimera e di breve durata, perché poco prima dell'intervallo, Degenek entrava duro su Goretzka e Draxler non si faceva pregare dagli 11 metri, spiazzando Ryan

La ripresa si apriva sulla stessa falsa riga dei primi 45', con la formazione di Low che al 48' realizzava il gol del 3-1, grazie ad un preciso inserimento di Goretzka che non lasciava scampo a Ryan
Un colpo che avrebbe stramazzato al suolo chiunque, ma non gli australiani che continuavano a lottare e che al 57' trovavano il modo di riaprire le sorti dell'incontro con Juric, dopo il via libera della VAR
I campioni del mondo si dimostravano tutt'altro che impermeabili in difesa e Leno (seguito in questa sessione di calciomercato da Milan e Napoli) non infondeva alla retroguardia la necessaria tranquillità. Nonostante ciò, i teutonici tenevano botta ed anzi al 75' con Werner sfioravano il quarto gol, colpendo un clamoroso palo. I ritmi calavano vistosamente e non accadeva più nulla di rilevante sino alla fine. La Germania "sperimentale" mette dunque in cascina i tre punti, pur non brillando. 

In classifica, tedeschi e cileni guidano il raggruppamento con 3 punti mentre Australia e Camerun restano ferme a 0. I prossimi incontri in programma giovedì 22, prevedono lo scontro diretto fra le due battistrada alla "Kazan Arena" (inizio ore 20), in un match che si annuncia decisivo per stabilire la leadership del girone. A San Pietroburgo saranno invece di scena le due "cenerentole" Australia e Camerun (inizio ore 17).

Francesco Montanino

CONFEDERATIONS CUP: IL CILE SUPERA 2-0 IL CAMERUN


MoscaNella prima partita del girone B della Confederations Cup, netto successo del Cile (2-0) che prevale sul Camerun al termine di un match comunque dominato dai sudamericani che hanno anche colpito un palo e si sono visti ingiustamente annullare un gol regolare, allo scadere dell'unico minuto di recupero accordato dall'arbitro Skomina che ha consultato la VAR anche in occasione del secondo gol realizzato dai cileni.
Prima dell'inizio della partita, è stato proiettato all'"Otkrytie Arena" un video con cui la FIFA ha inteso ricordare Marc Vivien Foè, lo sfortunato calciatore del Camerun morto nel 2003, durante la semifinale con la Colombia nell'edizione che, in quell'anno, si disputò in Francia.
Partiva con il piede pigiato sull’acceleratore la roja che cingeva d’assedio la metà campo dei leoni indomabili. Erano trascorsi appena 50” dall’inizio del match, quando l’ex attaccante del Napoli Edu Vargas colpiva con un poderoso destro clamorosamente il palo. La palla sbatteva sul portiere Ondoa, che con la gamba si rifugiava in corner.
Due minuti dopo, era Fuenzalida  a seminare il panico nella difesa rossoverde che faticava non poco, a contenere anche le perentorie percussioni di uno scatenato Arturo Vidal.

Superato lo sbandamento iniziale, il Camerun al 10’ trovava il modo di costruirsi con Aboubakar un’ottima occasione: era bravissimo Herrera a sventare di piede in corner, dopo l’ottima azione dell’attaccante del Besiktas che si era saputo costruire abilmente lo spazio per calciare a rete.
Il leit-motiv dell’incontro era comunque abbastanza chiaro: il Cile costruiva gioco a centrocampo con una fitta rete di passaggi ed il Camerun, era pronto a ripartire sfruttando la fisicità e la rapidità dei suoi attaccanti. Era sempre dall’out destro che nascevano i maggiori pericoli per la porta difesa da Ondoa che era pronto a disinnescare un pericoloso cross di Isla (13’). Al 17’ Ngadeau-Ngadjui realizzava di testa, sugli sviluppi di un calcio di punizione, ma la rete era annullata per un precedente blocco di Aboubakar su Vidal

Sette minuti dopo, improvvisa conclusione dai 25 metri da posizione defilata di Puch che chiamava Ondoa ad un non facile intervento. Era ancora il portiere camerunense a sventare la minaccia, quando al 26’ un passaggio smarcante di Vargas lanciava a rete lo sgusciante Fuenzalida. Provvidenziale l’uscita dell’estremo difensore africano, che si rifugiava in angolo alla disperata, salvando i suoi da un probabile gol.
I sudamericani davano comunque l’impressione di poter far male in qualunque momento, ma mancavano nell’ultimo passaggio. I “leoni indomabili” dal canto loro, non stavano però a guardare ed al 34’, Moukandjo rubava palla a centrocampo a Fuenzalida e faceva partire una staffilata che si perdeva di un paio di metri a lato della porta difesa da Herrera. Al 40’ grande combinazione Vidal-Vargas, con conclusione di quest’ultimo che però terminava altissima, da favorevole posizione.
Il tempo si chiudeva con il “giallo” del gol annullato al Cile: nell'unico minuto di recupero accordato Vargas, scattato sul filo dell’off-side, stavolta andava a segno con un tocco morbido a scavalcare Ondoa, sempre su bellissimo assist di Vidal.


Ma il direttore di gara Skomina, come sopra evidenziato, consultava la moviola in campo e, dopo più di un minuto, decideva di annullare la rete. Le immagini televisive non fugavano affatto i dubbi e le proteste dei campioni sudamericani, apparivano tutt'altro che infondate. In effetti, Vargas sembrava essere partito in linea con i difensori rossoverdi e dunque in posizione non punibile. 
Si chiudeva a reti inviolate, ma il dubbio di un gol  ingiustamente annullato aleggiava sullo stadio. Un episodio controverso, destinato a scatenare immancabilmente delle polemiche, nel quale l'unica cosa certa è che l'arbitro ha commesso un grossolano errore.

La ripresa iniziava con lo stesso tran-tran della prima frazione di gioco: Cile con un palleggio prolungato mirato a creare spazi invitanti per innescare Vidal e Vargas, e Camerun pronto a ripartire. Al 55' insidiosa conclusione a giro di Sutchuin-Djoum sulla quale Herrera era pronto a deviare in calcio d'angolo. 
Due minuti dopo, il ct cileno Pizzi gettava nella mischia l'acciaccato Alexis Sanchez, richiamando in panchina Puch. Evidente l'intento di rendere ulteriormente offensivo l'assetto della propria squadra nel tentativo di scardinare la retroguardia camerunense. 
Al 67' punizione insidiosa dai 20 metri di Moukandjo che però terminava alta, ben controllata da Herrera. Al 70' tambureggiante azione cilena, con conclusione di Vargas deviata in angolo da un difensore. Sugli sviluppi del corner, Isla da pochi passi mancava l'impatto decisivo sprecando un'altra ottima occasione per sbloccare il match. I sudamericani infondevano il massimo sforzo, ma dovevano prestare attenzione alla velocità degli attaccanti Camerun, pronti a punzecchiare la loro retroguardia con repentini capovolgimenti di fronte.

Nel momento in cui la gara sembrava trascinarsi sullo 0-0, arrivava il meritato gol del vantaggio della roja. Era l'80 quando Alexis Sanchez, faceva partire un cross di rara precisione sul quale Arturo Vidal staccava in maniera impetuosa di testa non dando scampo ad Ondoa, proteso inutilmente in tuffo. 
I leoni indomabili non reagivano ed anzi rischiavano di nuovo la capitolazione (87') quando Isla scodellava l'ennesima palla invitante per Sanchez, preceduto stavolta da Mabouka che andava ad un passo dall'autogol. 
Si aprivano autentiche praterie per i cileni che al 90' raddoppiavano con Vargas, ma anche stavolta dopo il ricorso alla VAR. Sanchez scattato forse in offside trovava il modo di fallire un gol già fatto facendosi ribattere il tiro a colpo sicuro da Mandjeck

Sul prosieguo dell'azione, Vargas riusciva finalmente a fare gol ed a raggiungere Zamorano a quota 34 reti realizzate, fra i cannonieri della sua nazionale. Attimi di suspence perché  il guardalinee rilevava il presunto fuorigioco di partenza di Sanchez, ma anche in quest'occasione Skomina decideva di ricorrere alla moviola in campo. Stavolta però arrivava l'ok e così tutta la panchina cilena poteva festeggiare. 
Era di fatto l'ultima emozione del match che regalava i primi tre punti al Cile, che adesso attende l'esito della gara vedrà impegnata domani a Sochi la Germania campione del mondo in carica, contro l'Australia.

Francesco Montanino

CONFEDERATIONS CUP: A KAZAN, GOL E SPETTACOLO FRA PORTOGALLO E MESSICO



Kazan - Nella seconda giornata della Confederations Cup, gol ed emozioni a raffica fra Portogallo e Messico, nel match disputato nel pomeriggio alla “Kazan Arena”. Si decide tutto nel quarto d’ora finale del primo tempo e negli ultimi minuti della ripresa, quando Quaresma, Hernandez, Cedric ed Hector Moreno fissano il risultato dell’incontro sul 2-2.
Un’altalena di emozioni, in cui sono i campioni d’Europa ad avere i maggiori rimpianti visto che per ben due volte sono stati raggiunti, dopo aver sprecato malamente la possibilità di portarsi sul doppio vantaggio. Gara sostanzialmente equilibrata, con i 22 in campo che si sono dati battaglia per tutti i 90’. Il risultato di parità è sostanzialmente giusto e fa felice la Russia, che così conserva il primo posto nel raggruppamento, ed il Messico che mercoledì prossimo incontrerà la Nuova Zelanda. 
Dopo il minuto di raccoglimento per le oltre 60 persone che hanno perso la vita nell'incendio della foresta di Pedrogao Grande, il match aveva inizio.
Partivano meglio i centroamericani che imprimevano alla gara subito un gran ritmo, provando a mettere in difficoltà i lusitani che, in maniera sorniona, dal canto loro si affidavano alla classe ed ai numeri della stella Cristiano Ronaldo, per mettere a repentaglio la porta difesa dal bravissimo Ochoa (probabilmente, il migliore in campo).

Non a caso, erano proprio i lusitani a regalare la prima grande emozione della gara. Sugli sviluppi di un calcio di punizione, CR7 colpiva una clamorosa traversa con tanto di intervento prodigioso di Ochoa. La ribattuta veniva raccolta da André Gomes che con un diagonale faceva centro. 
Ma qui entrava in azione la VAR, ed il direttore di gara (l’ottimo argentino Pitana) annullava su corretta segnalazione dell’ausilio tecnologico la rete per un fuorigioco ad inizio azione. Non cambiava comunque il cliché della gara, con il Messico a macinare gioco senza però rendersi realmente pericoloso dalle parti di Rui Patricio, ed i Campioni di Europa che dal canto loro si affidavano alle giocate dei solisti. Al 32’, era ancora Ochoa a rendersi protagonista di un grandissimo intervento, alzando in corner una conclusione di Andrè Gomes deviata da Reyes che era destinata a scavalcarlo in maniera beffarda.

Due minuti dopo, i portoghesi sbloccavano il match: clamoroso buco di Salcedo a centrocampo che faceva involare verso la porta messicana Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse del Real Madrid non aveva un buon controllo ma con un fenomenale assist trovava il modo di servire l’accorrente Quaresma che in beata solitudine prima scartava Ochoa e poi depositava nella rete ormai sguarnita la palla dell’1-0! Una giocata da autentico campione, quella del probabile "Pallone d'Oro", applaudita da tutto lo stadio. Il Messico reagiva ed al 38’ ci provava con il “Chicharito” Hernandez, ma il suo colpo di testa era troppo centrale e debole. Di ben altro spessore, la giocata con cui Ronaldo liberava al tiro il solito Quaresma (40’) che provava a piazzarla sul secondo palo, ma difettava nella precisione. Il Portogallo dava l’impressione di poter affondare facilmente il colpo, ma al 42’ in maniera quasi inaspettata, la “tricolor” perveniva al pareggio: stavolta a lisciare la palla era Raphael Guerreiro, e Vela scodellava una palla sulla quale si avventava come un falco, in piena area di rigore Hernandez che con un preciso colpo di testa fulminava  l’incolpevole Rui Patricio. Era ancora il “Chicharito”, al tramonto della prima frazione, a rendersi pericoloso, dopo l’ennesima fuga sull’out sinistro di Vela che serviva un assist a Jimenez che premiava l’inserimento del talentuoso attaccante del Bayer Leverkusen.

Stavolta la conclusione del numero 14 messicano era altissima, anche a causa di una zolla malandrina che faceva assumere alla palla una strana traiettoria. Si andava così al riposo sull'1-1, ma con la sensazione netta che poteva ancora accadere di tutto. Così come si sarebbe poi verificato.
Nella ripresa, nella fase iniziale i ritmi si abbassavano notevolmente e le due squadre facevano fatica a costruire gioco ed occasioni, così come invece era accaduto nei primi 45’. Non cambiava in compenso il canovaccio tattico della gara: al prolungato possesso palla del Messico faceva da contraltare un Portogallo arroccato nella propria metà campo e pronto a ribaltare l’azione ed a scatenare la velocità dei suoi attaccanti, una volta conquistato il pallone nella zona nevralgica. La gara viveva di fiammate ed al 62’, Andrè Gomes provava a fare tutto da solo ma al momento di servire palla a Cristiano Ronaldo si faceva imbrigliare dai difensori messicani. Cinque minuti dopo, il neo entrato Arien si faceva ammonire dopo aver sgambettato Giovanni Dos Santos che si stava involando in rete: la successiva punizione calciata da Layun terminava però alta. 
Al 75’, Quaresma eccedeva in egoismo non servendo palla a Cristiano Ronaldo, facendosi ribattere il tiro. Era ancora l’ex centrocampista dell’Inter ad impegnare Ochoa (80’) con una conclusione dal limite, e su capovolgimento di fronte Dos Santos sprecava in malo modo una buona occasione per i centroamericani.

Negli ultimi minuti di gara, salivano in cattedra due sicuri protagonisti del nostro prossimo campionato: Andrè Silva (Milan) ed Hector Moreno (Roma) capaci di rendere spettacolari le fasi finali del match, con alcune giocate davvero entusiasmanti.
A dare idealmente il fuoco alle polveri era il giovane attaccante rossonero che impattava sul match in maniera a dir poco devastante: all’84’ con un preciso colpo di testa indirizzato all’angolino, chiamava Ochoa ad un altro miracolo compiuto stavolta con un vero e proprio balzo felino. Il bravissimo estremo difensore messicano però nulla poteva sulla conclusione ravvicinata di Cedric, deviata da Hector Herrera, che spegneva la propria corsa in fondo alla rete.
Il finale di gara era naturalmente scoppiettante e regalava emozioni a grappoli, con la ciliegina sulla torta del secondo pareggio dei centroamericani in pieno recupero. Alla ripresa del gioco, il Messico si catapultava in massa in attacco ed Hernandez aveva subito l’occasione giusta per impattare. Il Chicharito però si perdeva sul più bello, e sul ribaltamento di fronte Gelson Martins si divorava fra l'incredulità generale la palla del 3-1. 
Come accaduto nel primo tempo, la legge non scritta del calcio “gol sbagliato, gol subìto” puniva implacabilmente i lusitani. La tricolor spingeva generosamente a tutta ed al 91’, sugli sviluppi di un corner, stavolta era il nuovo acquisto della Roma, Hector Moreno a regalare l'ormai insperato pareggio con un colpo di testa che baciava il secondo palo prima di terminare in rete. Gravissime le responsabilità nell’occasione di Josè Fonte che si faceva incredibilmente superare da un giocatore più basso di lui di diversi centimetri. Non c’era più tempo, ed il match terminava così con un pareggio tutto sommato salomonico per quello che si è visto in campo. 

In classifica, come accennato, comanda la Russia con 3 punti, seguita da Portogallo e Messico con 1; fanalino di coda la Nuova Zelanda con 0.
La seconda giornata, in programma mercoledì 21 giugno, prevede Russia-Portogallo (Mosca, ore 17) e Messico-Nuova Zelanda (Sochi, ore 20).

Francesco Montanino

CALCIO: ALLA CONFEDERATIONS CUP, PARTE BENE LA RUSSIA


San Pietroburgo - Sotto gli occhi attenti del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, è iniziata oggi la Confederations Cup
Nell'incontro inaugurale, la nazionale russa supera alla "Zenit Arena" con un netto 2-0 la Nuova Zelanda. Le reti realizzate nel primo tempo (31') da Glushakov con la determinante complicità di Boxall e di Smolov (69') nella ripresa, raccontano di una gara a senso unico con i padroni di casa che hanno creato numerose palle-gol con cui potevano anche rimpinguare ulteriormente il bottino e gli "all whites" neozelandesi incapaci di abbozzare una qualche trama di gioco accettabile, con cui provare ad impensierire l'inoperoso Afinkeev, che nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa si è sempre fatto trovare attento.
Le squadre si predisponevano con un 5-3-2 a specchio, in cui però era la Russia a farsi maggiormente preferire grazie al talento di Zhirkov, Glushakov e Golovin capaci di alcune giocate assai pregevoli, con cui hanno messo sovente in difficoltà la lenta retroguardia neozelandese. Gli ospiti invece si affidavano soltanto alla palla lunga da far arrivare al deludente Wood che non teneva fede alle aspettative con cui si è ritagliato una stagione da protagonista nel Leeds United, dove ha realizzato ben 27 reti stagionali.
Dopo un inizio spigliato dei campioni di Oceania, la Russia prendeva ben presto in mano il pallino del gioco ed al 7' con Vasin colpiva un palo a Marinovich battuto. La palla non attraversava la linea di porta, perché spazzata via da un difensore neozelandese e dunque l'appuntamento con la VAR (moviola in campo) era rinviato ad altra occasione. La reazione ospite si concretizzava con un colpo di testa (16') di Wood, sul quale Afinkeev faceva comunque buona guardia. 

Dopo una fase interlocutoria, nuova fiammata russa intorno alla mezz'ora: a colpire il palo, stavolta, era Glushakov con una conclusione sporca da centro area. Era il preludio al gol che sarebbe poi arrivato pochissimi istanti dopo: Golovin scattava sul filo dell'offside, servito da Poloz ed Erokhin che approfittavano di un errato disimpegno della difesa neozelandese, e con un delizioso pallonetto superava Marinovich, in disperata uscita. La palla si stampava sul palo, ma ribatteva sull'accorrente Boxall che la depositava in rete per il più classico degli autogol.
Festeggiava la "Zenit Arena" che vedeva finalmente coronati gli sforzi della propria squadra. I russi sulle ali dell'entusiasmo, provavano a raddoppiare ma il tentativo di Smolov (34') si perdeva di molto a lato. Dal canto loro, i neozelandesi abbozzavano una timida risposta ma Afinkeev continuava a trascorrere un pomeriggio di tutto riposo. 
Il primo tempo si chiudeva così con il vantaggio minimo della Russia che nella ripresa trovava il modo con Erokhin prima e Poloz poi (48') di impegnare severamente l'estremo difensore ospite. Era sempre Poloz (53') a seminare il panico nella difesa ospite, con una conclusione disinnescata ancora una volta da Marinovich

Che però nulla poteva fare quando al 69' una veloce triangolazione russa, portava Smolov a realizzare la seconda rete che di fatto chiudeva la contesa. I padroni di casa amministravano gioco e punteggio con grande tranquillità, mostrando equilibrio e compattezza in tutti i reparti.
La Nuova Zelanda provava a riaprire un match ormai segnato, con una conclusione di Ryan (77') sulla Afinkeev non si faceva sorprendere. E con un colpo di testa di Smith (80') sul quale Zhirkov si faceva trovare pronto respingendo nei pressi della fatidica linea bianca. Anzi, nel finale erano ancora i russi ad andare vicini ripetutamente al 3-0 dapprima con Smolov e poi, in pieno recupero, con Golovin che si vedeva ribattuta da Marinovich un pallone che sembrava essere destinato a terminare la sua corsa in fondo al sacco.

Finiva così in gloria per la Russia, che si aggiudicava i primi tre punti del loro raggruppamento, anche se per dare un giudizio sulla squadra di Cherchesov bisognerà attendere i ben più probanti e decisivi test con Messico e Portogallo che domani pomeriggio si sfideranno (inizio ore 17) alla "Kazan Arena". L'altra partita in programma è in serata (ore 20) a Sochi e vedrà confrontarsi Camerun e Cile, nel match valevole per il girone B in cui è presente anche la Germania campione del mondo in carica.

Francesco Montanino

CALCIO: CONFEDERATIONS CUP, PROVE TECNICHE DI MONDIALE


Mosca (Russia) - Terminati i principali campionati con gli ultimi verdetti anche per le competizioni continentali, l’attenzione degli sportivi e degli appassionati di calcio adesso si sposta in Russia. A poco più di un anno dallo svolgimento della fase finale della Coppa del Mondo, dal 17 giugno al 2 luglio si terrà la decima edizione della Confederations Cup che è considerata come una vera e propria prova generale di quella che è in assoluto la più importante kermesse calcistica. 
Oltre alla Russia (ammessa di diritto, in quanto paese organizzatore), vi prenderanno parte la Germania (detentrice del titolo iridato in carica), il Cile (vincitore della Copa America 2016), l’Australia (vincitrice della Coppa d’Asia 2015), il Portogallo (vincitore dei Campionati Europei 2016), il Camerun (vincitore della Coppa d’Africa 2017), il Messico (vincitore della Coppa CONCACAF 2015) e la Nuova Zelanda (vincitore della Coppa d’Oceania 2016). Le partite si svolgeranno in quattro città (Mosca, Sochi, Kazan e San Pietroburgo) e per la prima volta si sperimenterà in una competizione ufficiale la tecnologia VAR, ovvero la "moviola in campo" che dovrebbe aiutare i direttori di gara a dirimere le situazioni di gioco più intricate (gol-non gol, ad esempio). 
Le otto squadre partecipanti sono state suddivise in due gironi da 4, in cui sono state designate quali teste di serie la Russia ed i campioni del mondo in carica della Germania. Nel girone A, oltre alla rinnovata nazionale russa, troviamo il Portogallo del fuoriclasse del Real Madrid Cristiano Ronaldo, la Nuova Zelanda ed il Messico. Nel girone B, invece, i tedeschi se la dovranno vedere con il Camerun, l’Australia ed il Cile. 

Il regolamento della manifestazione assegna, nella fase a gironi, 3 punti alla squadra vincitrice, 1 punto a testa se la gara termina in parità, e 0 a chi perde. Accedono alle semifinali le prime sue squadre di ciascun raggruppamento: a parità di punti conquistati in classifica, si tiene conto della differenza reti e degli scontri diretti. In caso di ulteriore equilibrio anche in questi due parametri, si ricorrerà al sorteggio. Semifinali e finali prevedono tempi supplementari (parità nei 90' regolamentari) e calci di rigore, in caso di persistente pareggio anche dopo 120' di gioco.
In sede di pronostico, appare chiaro che la Germania ed il Portogallo sembrano essere decisamente superiori di diverse spanne rispetto alle altre compagini, e saranno presumibilmente loro a contendersi il trofeo che mette in palio un montepremi di circa 4 milioni di dollari per i vincitori. 
Grande attesa in particolare, per il fuoriclasse lusitano Cristiano Ronaldo che, dopo il trionfo con la sua nazionale agli Europei di Francia dello scorso anno e l'incetta di trofei fatta con il Real Madrid (ultimo, in ordine cronologico, la Champions League), è il favorito d'obbligo alla conquista del prossimo "Pallone d'Oro".

I tedeschi, invece, per stessa ammissione del c.t. Joachim Low schiereranno una formazione decisamente sperimentale. Ma guai a sottovalutare una Germania che non solo può contare su di un assetto di gioco ben collaudato ma, e la storia insegna,  è sempre presente nei momenti decisivi di queste competizioni, e difficilmente fallisce l'obiettivo.
A seguire, troviamo le mine vaganti Cile e Messico pronte ad approfittarne, in caso di défaillance di una o di entrambe le favorite, mentre il Camerun potrebbe avere buon gioco se le temperature dovessero essere particolarmente alte, così come potrà contare sul grande entusiasmo dopo la recente conquista della Coppa d'Africa. Sempre sulla carta, Australia e Nuova Zelanda sembrano essere destinate a recitare il ruolo di "cenerentole" dei rispettivi gironi, anche se - come sempre - sarà meglio non sottovalutarle.
Per quanto riguarda la Russia, c’è molta curiosità per vedere all’opera una compagine che attualmente occupa la 61ma posizione nel ranking FIFA e che è in cerca di una sua identità, dopo che a Leonid Slutsky è subentrato da circa un anno l’ex portiere dello Spartak Mosca, Stanislav Cherchesov. Un autentico abisso rispetto ai fasti di 20 anni fa, quando la rappresentativa russa arrivò addirittura al gradino più basso del podio. 

Non sono dunque molte le aspettative su questa rappresentativa nazionale, il cui obiettivo nell'immediato, è intanto quello di non sfigurare davanti ai propri tifosi. Per poi farsi trovare pronta per i Mondiali che si disputeranno fra circa 365 giorni, dove invece ci si attende grandi cose. Il nuovo selezionatore ha convocato per la manifestazione giocatori per lo più militanti nel CSKA Mosca, nello Spartak Mosca e nello Zenit San Pietroburgo e presumibilmente adotterà quale modulo di gioco un prudente 3-5-2. Pronto addirittura a diventare un ultra-difensivo 5-3-2 in fase di non possesso, con l'abbassamento degli esterni di centrocampo.
L'albo d'oro di questa competizione, che ha visto la luce per la prima volta nel 1993, attualmente è capeggiato dal Brasile con ben 4 successi, seguito dalla Francia con 2 e da Argentina, Messico e Danimarca con 1. A queste ultime tre si aggregherà senz'altro una new entry, dal momento che nessuna delle 8 partecipanti all'edizione 2017 ha mai alzato in passato la coppa.

Buone notizie infine anche per i tifosi stranieri che decideranno di seguire dal vivo sia la Confederations Cup che, fra dodici mesi, i Mondiali: sarà possibile accedere in Russia senza il "visto", a seguito di una legge federale firmata dal Presidente Vladimir Putin. Sarà necessario esibire soltanto uno speciale "passaporto del tifoso", e questo allo scopo di incentivare l'afflusso dei tifosi che - secondo le stime dell'Associazione dei Tour Operator Russi (ATOR) - dovrebbe fruttare l'anno prossimo ben 1 miliardo di dollari.
La copertura mediatica dell'evento sarà garantita dall'emittente satellitare Sky  (sul proprio canale dedicato "Sport") e dalla RAI che trasmetteranno tutti gli incontri in programma. Questo il calendario delle partite, con luoghi e relativi orari:

SABATO 17 GIUGNO:
17.00     Russia - Nuova Zelanda (San Pietroburgo, Gruppo A)
DOMENICA 18 GIUGNO:
17.00     Portogallo - Messico (Kazan, Gruppo A)
20.00     Camerun - Cile (Mosca, Gruppo B)
LUNEDÌ 19 GIUGNO:
17.00     Australia - Germania (Sochi, Gruppo B)
MERCOLEDÌ 21 GIUGNO:
17.00     Russia - Portogallo (Mosca, Gruppo A)
20.00     Messico - Nuova Zelanda (Sochi, Gruppo A) 
GIOVEDÌ 22 GIUGNO:
17.00     Camerun - Australia (San Pietroburgo, Gruppo B)
20.00     Germania - Cile (Kazan, Gruppo B)
SABATO 24 GIUGNO:
17.00     Messico - Russia (Kazan, Gruppo A)
17.00     Nuova Zelanda - Portogallo (San Pietroburgo, Gruppo A)
DOMENICA 25 GIUGNO:
17.00     Germania - Camerun (Sochi, Gruppo B)
17.00     Cile - Australia (Mosca, Gruppo B)
MERCOLEDÌ 28 GIUGNO:
20.00   Semifinale 1 – Prima Gruppo A - Seconda Gruppo B (Kazan)
GIOVEDÌ 29 GIUGNO:
20.00   Semifinale 2 – Prima Gruppo B - Seconda Gruppo A (Sochi)
DOMENICA 2 LUGLIO:
14.00   Finale 3^ posto: Perdente Semifinale 1 - Perdente Semifinale 2  (Mosca)
20.00     Finalissima Confederations Cup 2017 (San Pietroburgo)
    
                                                                                              Francesco Montanino

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