Shrewsbury: Vitalia Diatchenko trionfa nel torneo inglese e conquista il dodicesimo titolo ITF in carriera


Shrewsbury (Gran Bretgna) - 3 luglio 2018, Wimbledon, primo turno dei Championships:
sull'impeccabile erba inglese due russe esordiscono nel torneo più prestigioso del mondo. Una, Maria Sharapova (36 titoli WTA in bacheca, ex numero 1 al mondo), è un'icona del tennis che ha già iscritto il suo nome nell'albo d'oro dello slam londinese (avendolo conquistato quando aveva appena 17 anni) e spera di poterlo vincere ancora. L'altra, Vitalia Diatchenko, nata a Sochi il 2 agosto del 1990 ma trasferitasi presto a Mosca per poter giocare a tennis (un titolo challenger conquistato nel circuito WTA a Taipei nel 2014, con best ranking al numero 71), si trova a Londra già da qualche giorno perchè, per poter entrare nel tabellone principale, ha dovuto superare tre match di qualificazione.

Un gradito ritorno, quello della bella russa nativa di Sochi, che mancava dal tabellone principale di un major dallo US Open del 2016. Un ritorno suggellato
con un successo tanto inaspettato quanto prestigioso e meritato: oltre tre ore di batttaglia per avere la meglio su Masha 6-7 (3), 7-6 (3), 6-4 e riaccendere i riflettori su di sé. Riflettori che si sono spenti troppo presto per una serie interminabile di infortuni che ne hanno segnato la carriera sin da giovanissima, ancor prima di diventare professionista. Lunghi periodi di stop (alcuni trascorsi a Roma, presso la clinica Villa Stuart - una prima volta nel 2013 e poi ancora nel 2017 quando è stata operata al ginocchio destro) che hanno interrotto troppo spesso una carriera che l'aveva comunque vista raggiungere traguardi importanti, tanto da meritarsi la convocazione nella nazionale russa di Fed Cup.
Il 2019 sembra iniziato con il piede giusto. Nella stagione che la vede vestita da un nuovo sponsor tecnico, l'italiana Hydrogen (brand fondato e guidato dal designer Alberto Bresci), Vita si è imposta (da testa di serie numero uno) nel torneo ITF di Grenoble (montepremi 25.000,00 $) prima di sbarcare in Inghilterra per il torneo di Shrewsbury (montepremi 60.000,00 $) dove (accreditata della teste di serie numero due) ha trovato ad attenderla in finale la numero uno del tabellone, la belga Yanina Wickmayer. Tra le due un solo precedente, disputato nel 2017 a Taipei, sempre sul cemento indoor, vinto dalla russa.

PRIMO SET. Al servizio parte la Diatchenko; due doppi falli spingono il game ai vantaggi dove la russa prima si porta avanti chiudendo un punto di dritto dopo un'ottima prima al centro e poi domina lo scambio successivo portanto la belga all'errore; al contrario, la Wickmayer inizia bene in batutta lasciando un solo punto all'avversaria. Nel terzo gioco Vitalia va ancora in sofferenza con la battuta concedendo due palle break consecutive alla belga; se nella prima occasione è il nastro a beffare la Wickmayer, nei successivi tre punti è la russa a mostrare il meglio del suo repertorio. Due ottimi servizi le consentono (un volta col dritto, l'altra con il rovescio) di ottenere agevolmente il punto, prima di chiudere con un gran passante. Nel quarto gioco si evidenzia una tendenza: gli scambi lunghi sono quasi sempre vinti della tennista russa che, specie con il rovescio, riesce a trovare angoli e profondità. E sono quattro rovesci, infatti (due di risposta oltre ad un vincente dal centro del campo ed un altro in accelerazione) a regalare alla Diatchenko due palle break (non consecutive) che la nativa di Sochi non riescie però a concretizzare; nei due successivi turni le contendenti tengono il servizio senza patemi d'animo: 3 a 3; nel settimo gioco Vitalia smarrisce la prima concedendo due palle break consecutive alla Wickmayer ma si salva grazie a due poderose accelerazioni; il game successivo sembra essere quello della svolta: Diatchenko si guadagna la palla break grazie ad uno
schiaffo di dritto in contropiede che concretizza subito dopo grazie ad una variazione di rovescio che la belga non riesce a contenere; 5-3 e possibilià di servire per il set; la russa però non è fredda nel gestire la situazione e con quattro gratuiti regala l'immediato contro break alla Wickmayer; la Diatchenko reagisce bene al passaggio a vuoto e cerca di riprendersi in risposta il patrimonio sciupato al servizio; si guadagna due set point (non consecutivi) ma la belga è brava e lucida nell'annullarli entrambi: un gran servizio al centro le consente di chiudere con un dritto incrociato in avanzamento nella prima situazione; sulla seconda utilizza intelligentemente un servizio al corpo non controllato dalla russa; le occasioni sprecate pesano; Vitalia perde ancora la battuta a 15 e manda la belga a servire per il set; a differenza di quanto accaduto alla russa nel nono gioco la Wickmayer non si lascia sfuggire l'occasione: vince il quarto game consecutivo e porta a casa il primo set, 7 a 5, in cinquantacinque minuti di gioco.


SECONDO SET. Se i tanti infortuni hanno compromesso la carriera della Diatchenko, ne hanno però certamente forgiato il carattere. La bella russa non perde troppo tempo a pensare alle occasioni non sfruttate nel primo set ed è la prima a rimettere i piedi in campo per l'avvio del secondo parziale. Manda in rete il primo servizio ma decide comunque di rischiare la seconda, trovando l'ace con uno slice esterno angolatissimo. Un chiaro messaggio lanciato all'altra parte della rete. Quel che ne segue è una logica conseguenza: Vitalia tiene la battuta a zero (per la prima volta nel match) senza lasciar giocare l'avversaria.
Il secondo game è una battaglia lunga diciotto punti. La russa vorrebbe strappare subito la battuta alla
Wickmayer che però resiste strenuamente, annulla quattro palle break e pareggia i conti, con tanto di urlo in faccia rivolto all'avversaria dopo essere andata a segno con un rovescio in back che la russa non è riuscita ad alzare oltre la rete. Una reazione dovuta forse al tentativo di scongiurare il cambio di scenario in vista all'orizzonte. Ma è un acuto destinato a restare isolato, perchè in campo c'è solo la russa. Dal terzo gioco una Diatchenko ormai in piena scioltezza sfodera il suo miglior tennis concedendosi anche una palla corta (in un match in cui raramente le due contendenti hanno lasciato la riga di fondo) che lascia la belga sulle gambe, infila quindici punti consecutivi e si porta in un attimo a condurre 4 giochi ad 1 con tre palle break da gestire nel sesto game; sullo 0-40 la Wickmayer torna a far muovere il tabellino ma alla terza opportunità di break la Diatchenko fulmina la belga scesa a rete per chiudere il tentativo di serve and volley con un gran passante di dritto in risposta; 5 ad 1 e possibilità di chiudere il set al servizio; stavolta non ci sono incertezze: Vitalia chiude il parziale alla prima oppurtunità 6 giochi ad 1. Si va al terzo set.

TERZO SET. Nei primi due turni entrambe le contendenti mantengono agevolmente la battuta; nel terzo è la Diatchenko ad avere due possibilità consecutive di break ma la belga si aggrappa al servizio e mantiene il proprio turno. Il pericolo scampato da coraggio alla Wickmayer che nel game successivo resta attaccata alla russa e si guadagana una palla break; Vitalia incappa in un doppio fallo regalando così l'inaspettato break all'avversaria che nel set decisivo si porta avanti 3 giochi ad 1. Nel quinto game la tensione raggiunge l'apice; se Vita, a questo punto del match, sa di non poter permettere all'avversaria di allungare nel punteggio, la Wickmayer è consapevole di non poter sprecare il prezioso vantaggio. Salgono l'intensità e la durezza degli scambi, così come i decibel, sia delle due tenniste che del pubblico sempre più partecipe; il primo punto se lo aggiudica la belga impattata subito dopo dalla russa che vince uno lungo scambio grazie ad uno splendido rovescio lungo linea; Wickmayer decide allora di trovare altre strade e prova a soprendere la russa con una palla corta; il colpo non perfettamente eseguito premia la corsa in avanti di Vitalia che arriva sulla pallina ed infila la belga rimasta a metà strada. La russa conquista anche il punto successivo e si guadagna così due palle break che spreca prima di chiudere alla terza possibilità; l'immediato
contro break riporta l'equilibrio e, nei successivi tre game, entrambe tengono agevolmente la battuta: 4 a 4. Al servizio il braccio della Wickmayer trema mentre Vita è aggressiva in risposta; sul 15-40 un dritto in diagonale della Diatchenko ben indirizzato si infrange sul nastro, prima di ricadere nella metà campo della sconsolata belga; la russa sportivamente si scusa con l'avversaria per la buona sorte in un momento così delicato ed incassa il break che la porta a servire per il match. La tensione del momento condiziona però la nativa di Sochi; il braccio si contrae e Vita decide di non forzare; la belga ormai con le spalle al muro prova ad avvantaggiarsi della situazione ottenendo il primo punto in risposta ad un servizio poco incisivo ed il secondo in seguito ad una accelerazione di dritto in lungo linea al termine di uno scambio giocato dalla russa in modo fin troppo attendista; un errore gratuito a testa porta la Wickmayer sul 15-40, ovvero con due palle per il 5 pari. Diatchenko ritrova il coraggio e torna a giocare il suo tennis: vince quattro punti di fila (con due battute vincenti) e chiude il match con il colpo che meglio ha funzionato, il rovescio. Finisce 5-7, 6-1, 6-4 dopo due ore e ventuno minuti di buon tennis. Per la Diatchenko è il dodicesimo titolo ITF in carriera; ma è soprattutto il segnale di una ritrovata competitività che, condizioni fisiche permettendo, la
riporteranno certamente tra le prime cento del mondo.

Stefano Tardi

BASKET: LA VANOLI CREMONA VINCE SUL CAMPO, MA NON FUORI


VANOLI CREMONA – SEGAFREDO BOLOGNA 87-70 (22-18, 44-36, 61-58)

VANOLI CREMONA: Saunders 15, Feraboli 0, Gazzotti 0, Diener 7, Ricci 3, Ruzier 11, Mathiang 14, Crawford 11, Aldridge 13, Stojanovic 13. All.: Sacchetti.
SEGAFREDO BOLOGNA: Punter 18, Martin 1, Moreira 16, Pajola 0, Taylor 6, Baldi Rossi 0, Cappelletti 0, Kravic 6, Aradori 12, Berti 0, M’Baye 10, Cournooh 1. All.: Sacripanti.

Cremona – In uno dei due anticipi della 20ma giornata del massimo campionato di basket, netta affermazione della Vanoli Cremona al cospetto di una Segafredo Bologna, reduce dal convincente successo di domenica scorsa contro Avellino, al termine di un match che si è deciso negli ultimi 10 minuti.
Gli uomini di Meo Sacchetti hanno ampiamente meritato la vittoria dal momento che hanno condotto sempre il match sin dalle primissime battute e controllato le velleità dei felsinei, costretti a rincorrere senza però mai dare l’impressione di impensierire i padroni di casa che hanno avuto buon gioco sotto le plance (ben 35 rimbalzi), oltre che trovato spesso e volentieri un alleato decisivo nel tiro da tre punti, soprattutto nei momenti chiave.

Cremona ha controllato la gara a proprio piacimento, con una partenza a razzo (8-2 al 3’) con la quale metteva subito in chiaro le sue intenzioni. Le “v nere” provavano a reagire con Punter ed Aradori, e chiudevano il primo quarto a -4 (22-18). L’inizio del secondo quarto illudeva gli uomini di Sacripanti che con Punter e Kravic  riuscivano ad impattare (22-22). Ma era un fuoco di paglia perché Cremona iniziava di nuovo a imporre il proprio gioco, e grazie agli scatenati Mathiang e Crawford piazzava un nuovo break (42-32 al 18’), per poi andare negli spogliatoi con 8 lunghezze di vantaggio (44-36). Al rientro in campo, gli ospiti stringevano le maglie difensive e, approfittando di un momento di nervosismo della Vanoli causato da alcune discutibili scelte arbitrali, riuscivano quasi a ricucire lo strappo (61-58 al 30’), grazie al solito Punter che da solo creava più di un grattacapo alla difesa cremonese che non riusciva ad arginarlo.
Nell’ultimo quarto, i padroni di casa trovavano comunque il modo di piazzare il break decisivo, anche approfittando dell’uscita per raggiunto limite di falli di Punter, miglior marcatore con 18 punti nelle fila bolognesi.
Perso il proprio terminale offensivo, la Segafredo sbagliava tantissimo sotto canestro (appena 12 punti realizzati nel quarto) e la Vanoli aveva così vita facile nel dilatare il proprio vantaggio nelle battute finali (85-66 al 38’), trasformando così quella che poteva essere una sofferta vittoria in un vero e proprio trionfo.
Insomma, un successo che non fa una grinza frutto di una grande gara dei biancocelesti che hanno potuto contare anche sul rientro di un Crawford apparso particolarmente in palla ed uscito fra gli applausi dei propri tifosi che gli hanno riservato una meritata standing ovation.

Sul campo, i giocatori di Sacchetti sono stati a dir poco ineccepibili. Peccato non poter dire altrettanto, purtroppo, di chi gestisce i rapporti con la stampa. Perché, abbiamo dovuto constatare con enorme rammarico che per motivi ignoti quanti misteriosi, ci è stato negato l’accredito per poter seguire in sala stampa il match, nonostante nei giorni scorsi fosse stata fatta regolare richiesta.
Non ci è stata fornita alcun tipo di spiegazione, e questo ci appare francamente inspiegabile. Considerando anche che siamo accreditati presso la FIGC e pochi giorni fa abbiamo ricevuto il pass per seguire i Giochi Europei che si terranno a Minsk (Bielorussia) a Giugno, questo modo di fare è a dir poco superficiale dal momento che la tribuna stampa non era nemmeno stata riempita del tutto, così come si può tranquillamente evincere dalle foto che abbiamo pubblicato.
Giriamo volentieri il quesito alla dirigenza Vanoli, chiedendo una convincente spiegazione sui motivi che stanno alla base di questa caduta di stile, che fa letteralmente a pugni con il diritto di informare. Così come, abbiamo già provveduto a segnalare all’USSI e agli organi competenti tale deprecabile ed inqualificabile comportamento. Bravi e forti sul campo, ma non al di fuori nei rapporti con gli operatori dell’informazione.

Francesco Montanino


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