VOLLEY FEMMINILE: IN GARA-1 DEI QUARTI DI FINALE DEI PLAY-OFF SCUDETTO, LA YAMAMAY CEDE AL TIE-BREAK CONTRO CASALMAGGIORE


Busto Arsizio – La Yamamay inaugura il secondo tour de force di questa fase cruciale della stagione (4 partite in 12 giorni), cedendo al tie-break contro Casalmaggiore in gara-1 dei quarti di finale dei play-off scudetto.
A distanza di quasi una settimana dal trionfo nelle semifinali di Coppa CEV, il calendario si è divertito a riproporre quale avversario delle biancorosse, ancora una volta l’agguerrita Pomì Casalmaggiore in quella che era – a giusta ragione – considerata una vera e propria rivincita. Anche stavolta i roster messi in campo da Mencarelli e Caprara non hanno tradito le attese, disputando un match intenso ed equilibrato, in cui non sono mancati momenti  altamente spettacolari.
Stavolta la lotteria del tie-break arride alle ospiti, ma il discorso qualificazione non è per nulla chiuso, anche in virtù del fatto che gara-2 (serie al meglio delle 3,  con eventuale bella che si giocherà appena un giorno dopo….) che si disputerà il prossimo 19 aprile al “Palaradi” di Cremona, si preannuncia - per quanto sono stato in grado di offrire le atlete sul parquet - dal pronostico tutt’altro che scontato.
Alla lunga, per la Unet ha pesato in maniera decisiva sull’economia del match non solo la stanchezza accumulata per i troppi impegni ravvicinati. Ma anche l’approssimarsi del doppio confronto della finalissima di Coppa CEV contro la corazzata Kazan, il cui primo atto è in programma martedì prossimo in Russia (inizio ore 18). 
Ancora ferme ai box la Pisani e la Lloyd, lo starting-six  schierato da Mencarelli era composto da Signorile-Diouf, Berti-Stufi, Martinez-Fiorin, Spirito libero. Dall'altro lato Caprara mandava in campo Peric-Turlea, Gibbemeyer-Stevanovic, Bosetti-Tirozzi, Sirressi libero.

Partivano molto bene le biancorosse nel primo set, con l’asse Martinez-Berti che mandava fuori tempo il dispositivo difensivo avversario e che costringeva la panchina Pomì a chiamare il minuto di sospensione (8-4). Le ospiti trovavano comunque il modo di reagire e di impattare (11-11 con l’ex di turno, Turlea) nonostante qualche forzatura di troppo in battuta. Sul 15-13, Caprara mandava in campo la Fabris, anche se erano due errori consecutivi in attacco delle farfalle a regalare a Casalmaggiore di nuovo la parità (15-15). La Pomì riusciva a conquistare un discreto vantaggio (20-23), approfittando anche di qualche indecisione di troppo in ricezione ed in attacco in casa Yamamay, e con la Tirozzi conquistava la prima palla set (21-24), concretizzata dalla Guerra con un ace.

Sotto il segno della Diouf iniziava il secondo parziale, con la Valentina nazionale che firmava ben 3 dei primi 6 punti delle biancorosse. Seguita a ruota dalla Berti, e dalla Martinez che si faceva apprezzare anche in ricezione con alcuni bei recuperi. Una pipe della Fiorin regalava il massimo vantaggio alla Unet (11-6), con Caprara costretto al time-out. Come nel set precedente, la Pomì trascinata dalla Tirozzi e dalla Bosetti ricuciva lo strappo (13-13) ed era Mencarelli stavolta a  dover chiamare il minuto di sospensione. 
Circostanza che si ripeteva pochi scambi dopo, quando un muro della Stevanovic sulla Diouf (15-17) faceva sentire puzza di bruciato al tecnico umbro. Il canovaccio però non cambiava, anzi la Tirozzi continuava ad imperversare da tutte le posizioni e Busto Arsizio sembrava aver mollato la presa quando la Gibbemeyer metteva a terra la palla del 21-24. 
Ma nella pallavolo un errore che non bisogna commettere è quello di non considerare mai battuto l’avversario, neppure quando appare sul punto di crollare. Una regola confermata anche stavolta da una Yamamay mai doma, che riusciva a recuperare un set che sembrava ormai irrimediabilmente compromesso, in maniera a dir poco clamorosa. Infatti, contrariamente a quanto accaduto nel precedente parziale, le biancorosse non solo reagivano annullando i tre set-point ma con la Martinez e la Signorile riuscivano addirittura ad aggiudicarselo ai vantaggi (28-26), con in mezzo anche una spettacolare rovesciata di piede della Spirito (eravamo sul 24-24) che esaltava gli oltre 1800 spettatori presenti al Palayamamay.

Il terzo set partiva con le due squadre che regalavano momenti di volley spettacolo, anche se la Pomì con la solita coppia Tirozzi-Stevanovic piazzava il primo break (4-9). Le ospiti controllavano il gioco, rintuzzando i tentativi di rimonta delle biancorosse che con due muri consecutivi della Martinez (15-17) si rimettevano in scia e con la Vasilantonaki impattavano (18-18). Caprara sospendeva il gioco, ma stavolta la scena si invertiva perché la Yamamay stavolta si aggiudicava il set in volata, grazie all’errore in attacco della Turlea (25-23).

Nel quarto set dopo il primo pallone messo a terra dalla Fiorin, Casalmaggiore reagiva da grande squadra piazzando sette punti consecutivi, che costringevano Mencarelli a spendere già il suo primo time-out sull’1-6. Le padroni di casa si rifacevano sotto con la Martinez ma era un fuoco di paglia perché ci pensava la Bosetti a ripristinare il solco (8-14) vanificando il tentativo, a dir la verità poco convinto, di rimonta delle biancorosse. Farfalle che ci mettevano anche del loro nello spianare la strada alle avversarie, pasticciando oltre il dovuto sia in ricezione che in attacco (appena il 22%) dove la Diouf era ben contenuta dalla difesa ospite. Il parziale scivolava così senza altri grossi sussulti, e la Pomì chiudeva agevolmente (17-25), al terzo tentativo grazie ad un’invasione sotto rete.

Si arrivava così anche stavolta, come nei precedenti stagionali fra queste due formazioni, al quinto set che iniziava con le vibranti proteste della panchina biancorossa per un evidente quarto tocco non visto dagli arbitri su un attacco della Diouf. Le biancorosse si innervosivano e sull’1-4, Mencarelli chiamava time-out. La reazione bustocca era rabbiosa ed un muro della Berti significava sorpasso (7-6), confermato dall’errore in battuta della Turlea con cui si andava al cambio di campo (8-7). 
Casalmaggiore, però, non ci stava e con la Bosetti rimetteva il muso avanti (8-9). Un muro della Gibbemeyer (8-10) induceva il coach della Unet a spendere il suo ultimo minuto di sospensione a propria disposizione. Le padrone di casa però non ne avevano più, palesando scarsa lucidità nelle fasi cruciali del set. La Pomì dal canto suo non si faceva pregare ed era la Guerra, dopo un match-point annullato dalla Vasilantonaki, a regalare la vittoria alle sue (11-15).

Francesco Montanino


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