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VOLLEY FEMMINILE, SERIE A1: LA UYBA LOTTA MA DEVE ALZARE BANDIERA BIANCA DI FRONTE AD UNA SUPER-EGONU

 


UYBA BUSTO ARSIZIO – VERO VOLLEY MILANO 1-3 (28-30, 25-17, 15-25, 17-25)

 

UYBA VOLLEY: BRACCHI 20, FINI, PIVA 11, LUALDI 9, SARTORI 11, CARLETTI 2, FROSINI 3, GIULIANI, ZANNONI (L), SOBOLSKA ne, VALKOVA, ROJAS MARTINEZ ne, BOLDINI, DE CARO (L). ALL.: CICHELLO.

VERO VOLLEY MILANO: CAZAUTE 12, MALUAL, HEYRMAN ne, FOLIE 4, ORRO 1, PRANDI, PUSIC (L), RETTKE 10, BAJEMA 3, SYLLA, EGONU 29, DAALDEROP 12, CANDI 4, CASTILLO (L). ALL.: GASPARI.

 

Note: Spettatori: 4015. Durata set: 33’, 24’, 24’, 26’. Battute punto Busto Arsizio: 3, Battute sbagliate Busto Arsizio: 8. Battute punto Milano: 7, Battute sbagliate Milano: 14.

 


Pronostico rispettato nel Boxing-Day, valevole per la prima giornata di ritorno del massimo campionato di volley femminile: la corazzata Vero Volley Milano supera Busto Arsizio, ma deve sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio delle farfalle che hanno sicuramente offerto la loro migliore prestazione stagionale.

Resta l’amaro in bocca per le bustocche, considerando quanto fatto vedere soprattutto nei primi due set dove hanno giocato alla pari (e in alcuni tratti anche meglio) di avversarie che alla fine sono riuscite a prevalere grazie alla classe di un’immensa Paola Egonu che ha confermato di essere la giocatrice più forte attualmente in circolazione, decidendo da sola l’esito di un match che – in condizioni normali - poteva avere ben altro finale.

Il rimpianto più grande sicuramente le biancorosse lo hanno per le tre palle set non concretizzate nel primo parziale, quando si è arrivati ai vantaggi e il match si stava combattendo punto a punto: l’inesperienza ha probabilmente giocato un ruolo decisivo, ma questo non toglie nulla alla prestazione di spessore delle farfalle. E’ mancato, il killer-istinct per portarlo a casa, e che poteva magari dare la possibilità di mettere in ulteriore difficoltà un roster, che contenderà il titolo a Conegliano nella prossima primavera e che dispone di giocatrici in grado di fare la differenza in qualsiasi momento.



La cronaca della partita parlerà di un match emozionante, in cui non sono mancati momenti altamente spettacolari ed esaltanti che hanno divertito il numeroso pubblico accorso al Palayamamay perché attratto dalla presenza della carismatica Egonu.

Nel primo set, grande equilibrio con le due squadre punto a punto e la UYBA sorprendentemente in grado di tenere testa alle più quotate avversarie. Non mancavano le forzature in battuta da entrambi i lati, ma lo spettacolo esaltava il pubblico che ha riempito gli spalti di un Palayamamay (saranno ben 4015 gli spettatori, con folta rappresentanza di tifosi ospiti) letteralmente sold-out. Se la Egonu faceva, come ampiamente prevedibile, la parte del leone, la Bracchi però non era certo da meno: un suo attacco vincente, costringeva coach Gaspari a spendere il primo minuto di sospensione del match (14-12) che coincideva anche con il primo tentativo di strappo delle bustocche. 



Un ace della scatenata numero 2 biancorossa faceva esplodere il palazzetto (20-16 e secondo time-out chiamato dalla panchina di Milano), ma la Egonu non ci stava e trascinava le sue alla rimonta (21-20 e secondo time-out speso da Busto Arsizio). Il turno di battuta della Cazaute si rivelava provvidenziale per le ospiti che sul 21-22 sorpassavano le padrone di casa: il set si decideva in volata con la Egonu che sbagliava il primo set-ball, mentre al secondo tentativo un’invasione in attacco di Milano rimetteva le cose in parità. Si arrivava ai vantaggi, con le farfalle che non mollavano di un centimetro (saranno tre i set-point non concretizzati), lottando su ogni pallone, prima di arrendersi a un ace della solita Egonu (28-30).

Il secondo set iniziava con le biancorosse che partivano subito forte: Milano ci metteva del suo commettendo alcuni errori in attacco e Gaspari era costretto subito a spendere un time-out sul 5-1. Le cose non cambiavano, ed anzi era la Piva a martellare dalla seconda linea con le ospiti in palese difficoltà di fronte all’ardore delle bustocche che disputavano il loro migliore parziale della stagione. Sul 13-5, arrivava il secondo minuto di sospensione del set: le ospiti provavano a rientrare, ma una difesa straordinaria della Zannoni e un attacco vincente della Bracchi trasformavano il Palayamamay in una vera e propria bolgia (16-9). Era la Egonu a tenere a galla le sue, con alcune battute che mettevano in difficoltà la ricezione biancorossa (18-14): il tentativo di rimonta doveva però fare i conti con la voglia delle farfalle di prolungare il match. Farfalle che trascinate dalla Piva, impattavano con pieno merito nel conto dei set, al terzo tentativo con un attacco non trattenuto della Lualdi (25-17).



Nel terzo set, arrivava rabbiosa la reazione delle meneghine che innestavano le marce alte, approfittando anche del comprensibile calo delle biancorosse che apparivano non più lucide come nei precedenti parziali in attacco (3-7 e time-out chiamato da Cichello).

Il canovaccio del match stavolta era capovolto con Milano che pigiava forte il piede sull’acceleratore e Busto Arsizio che faceva fatica nella fase di costruzione del gioco. Le farfalle ci provavano a rimettere il set in discussione, ma il roster di Gaspari non sbagliava praticamente più nulla soprattutto in ricezione dove non passava un solo pallone: sul 10-20, le ospiti avevano un momentaneo passaggio a vuoto che permetteva alle farfalle di dimezzare il gap piazzando cinque punti di fila (15-20 e time-out Milano). A rimettere le cose a posto, ci pensava, come sempre, la Egonu mentre la Daalderop metteva in difficoltà la ricezione avversaria con le sue battute velenose; sul 15-23 faceva il suo debutto in biancorosso la Fini mentre un errore in attacco della Sartori al primo set-point permetteva a Milano di tornare di nuovo avanti (15-25).

Il quarto set iniziava all’insegna del grande equilibrio, con la UYBA decisa a portare il match al tie-break e Milano che si affidava alla vena realizzativa della sua fuoriclasse Egonu (top-scorer del match con 29 punti, nonché premiata come MVP dell’incontro) per tenere a bada le velleità di riscossa delle bustocche. Si lottava su ogni pallone, ma scambio dopo scambio la Vero Volley costruiva gradualmente un vantaggio significativo (10-14 con secondo time-out chiamato da Cichello) grazie a due muri consecutivi della Daalderop e ad un pizzico di fortuna in alcuni frangenti. Le farfalle però non ne avevano più e il divario fra i due sestetti si ampliava, con la Cazaute che metteva a terra la palla che valeva il successo pieno (17-25), al secondo tentativo.

Per effetto di questo risultato, Milano conserva la seconda posizione in classifica dietro la battistrada Conegliano che continua a mantenere l’imbattibilità dopo il 3-0 inflitto a domicilio al fanalino di coda Trentino; per la UYBA invece cambia poco o nulla in classifica con Bergamo che si riavvicina dopo il successo su Casalmaggiore e la consapevolezza, comunque, di avere le carte in regola per poter centrare l’obiettivo stagionale della salvezza.


Nel prossimo turno altro match dal pronostico chiuso per le bustocche impegnate nella tana della terza forza del campionato Scandicci, mentre Milano ospiterà Trentino per mantenersi ancora a stretto contatto con le detentrici del titolo in carica di Conegliano.

Francesco Montanino 



VOLLEY FEMMINILE, SERIE A1: LA UYBA VINCE LO SCONTRO DIRETTO CON BERGAMO

 


UYBA BUSTO ARSIZIO – VOLLEY BERGAMO 3-1 (25-27, 25-15, 26-24, 25-22)

 

UYBA VOLLEY: CEASAR ne, BRACCHI 22, PIVA 13, WANG (L), LUALDI 11, SARTORI 16, CARLETTI 8, FROSINI 2, GIULIANI 1, ZANNONI (L), SOBOLSKA ne, VALKOVA, ROJAS MARTINEZ, BOLDINI 4. ALL.: CICHELLO.

VOLLEY BERGAMO: BOVO ne, FITZMORRIS, ROZANSKI, BUTIGAN 12, SCIALANCA (L), CECCHETTO (L), DA SILVA 19, PASQUINO, CICOLA, NERVINI 9, PISTOLESI 3, DAVYSKIBA 13, MELANDRI 9, GENNARI.

Note – Spettatori: 1658. Durata set: 38’, 23’, 32, 31. Battute sbagliate Busto Arsizio: 9; battute punto Busto Arsizio: 6. Battute sbagliate Bergamo: 8; battute punto Bergamo: 0.

 


Busto Arsizio – La UYBA si aggiudica un match fondamentale in chiave salvezza contro Bergamo, al termine di una partita intensa e combattuta come da previsione: una battaglia durata oltre due ore in cui le atlete in campo hanno dato tutto quello che avevano, offrendo uno spettacolo comunque apprezzabile, considerando l’importanza della posta in palio e la tensione inevitabile che è costata diversi errori da ambo le parti. A spuntarla le biancorosse, che sembrano essersi messe alle spalle le polemiche legate alla sconcertante decisione dell’ex coach Julio Velasco di accettare l’incarico di selezionatore della nazionale maggiore da parte della FIPAV, nonostante il fatto che la stagione sia in pieno svolgimento.

Nel primo set, partiva molto bene Bergamo che murava e contrastava efficacemente gli attacchi di banda delle biancorosse: in panne appariva la Bracchi non sempre incisiva ed efficace come in altre occasioni, con la Butigan e la Melandri sugli scudi mentre particolarmente efficace era la Davyskiba che firmava il primo strappo dell’incontro, in ogni contrattacco. Sul 7-11, Cichello spendeva il primo minuto di sospensione della serata, ed era la Carletti a suonare la carica per le bustocche (13-14 e time-out per le orobiche). Come ampiamente prevedibile, l’equilibrio adesso la faceva da padrone con le due squadre appaiate punto a punto: due ace di fila della Lualdi (per il secondo, speso inutilmente un video-check perché la palla era abbondantemente in campo) regalavano il vantaggio alle farfalle (19-18), mentre il muro della Boldini costringeva la panchina bergamasca a spendere il secondo time-out.



Si arrivava così alla volata finale, con la Da Silva che metteva giù il pallone della parità e Butigan che firmava il controsorpasso (21-22 e nuovo time-out Busto). Cichello richiamava in panchina Carletti e alzava il muro con la Frosini; la Butigan otteneva il primo set-point (23-24), ma era Sartori – dopo un salvataggio anche di piede della ricezione ospite – a protrarre il tutto ai vantaggi: a decidere, era un’invasione della Piva al terzo set-point (25-27), dopo che la Lualdi aveva sbagliato in due circostanze la possibilità di portare avanti le padrone di casa.

Nel secondo set, arrivava la reazione rabbiosa della UYBA: se si eccettuavano i primi due scambi, si assisteva infatti a un monologo bustocco con la Bracchi e la Lualdi che menavano la danza in lungo e in largo. Un lungolinea della Sartori e un errore in attacco della Davyskiba costringevano Bigarelli a chiamare time-out (6-3); le biancorosse però pigiavano forte il piede sull’acceleratore e un ace della Bracchi ampliava il divario fra i due sestetti (10-5 e secondo minuto di sospensione chiamato da Bergamo).

Divario che un tocco fortuito in ricezione della Lualdi e un errore in attacco delle ospiti toccava l’apice (16-9); un errore in attacco della Bracchi permetteva alle orobiche di rifarsi però sotto (16-12 e time-out Cichello). Il tentativo di rimonta, si spegneva però ben presto con un attacco della Bracchi e un ace della Boldini (20-13) che ristabilivano le distanze: il finale di frazione era tutto a forti tinte biancorosse, con la Lualdi che faceva centro al primo tentativo (25-15), ripristinando la parità in termini di set vinti.



Nel terzo set, grande equilibrio per gran parte della frazione con le due squadre che si davano battaglia su ogni pallone: la logica conseguenza, era che le due squadre tenevano il cambiopalla cercando soluzioni offensive sicure. E così bisognava attendere il turno di battuta della Nervini che permetteva alle orobiche di piazzare un significativo break (15-19), per vedere il set finalmente entrare nel vivo. Sartori e Bracchi suonavano la carica per Busto Arsizio (17-19 e time-out Bergamo), ma Da Silva ripristinava le quattro lunghezze di vantaggio (17-21 e minuto di sospensione Cichello), con cui il parziale sembrava, a questo punto, essere indirizzato dalla parte delle ospiti.

Le biancorosse però non ci stavano ed erano ancora la Bracchi e la Sartori a rimettere tutto in discussione, con una serie di conclusioni vincenti che valevano la parità (23-23) ed infiammavano il palazzetto. Il finale era a dir poco palpitante, con la tensione che si tagliava a fette: si arrivava ai vantaggi, con un errore in battuta a testa (Bergamo sprecava il set-point, mentre la Bracchi batteva lungo) ed era un muro della Piva che si faceva così perdonare l’errore costato il primo parziale (confermato anche dal video-check, nonostante le vivaci proteste della panchina ospite) a capovolgere la situazione (26-24).

L’inerzia psicologica del match adesso pendeva tutta dalla parte di Busto Arsizio che dopo una partenza al rallentatore, trovava nella Bracchi e in una Piva in grande spolvero i terminali offensivi ideali per provare un primo allungo. Sul 10-5, Bigarelli aveva già speso i suoi due time-out a disposizione ma le sue atlete trovavano dapprima il modo di recuperare e poi addirittura di impattare, grazie alla Da Silva e alla Melandri che erano le ultime a mollare (15-15). Nonostante i tanti errori in battuta, erano la Lualdi, la Sartori e la Bracchi a firmare il nuovo break (21-17) che si sarebbe poi rivelato decisivo: un errore in attacco della Da Silva (confermato anche dal video-check), poneva fine alla contesa (25-22) regalando la gioia dei tre punti alle biancorosse, che andavano a ringraziare i propri tifosi.



Con questo successo, la UYBA si stacca dal penultimo posto in classifica occupato in condominio proprio con Bergamo e scavalca momentaneamente a quota 11, sia Casalmaggiore (sconfitta 3-0 in casa da Pinerolo) che Cuneo (impegnata fra le mura amiche contro la corazzata Milano). Nel prossimo turno, altro impegno casalingo per le farfalle che avranno l’occasione di allungare ulteriormente ospitando il fanalino di coda Trentino; per Bergamo, invece, impegno quasi proibitivo contro Novara.

 Francesco Montanino


VOLLEY FEMMINILE (SERIE A1): LA UYBA SI ARRENDE A UNA SUPER ANDROPOVA

 


UYBA VOLLEY BUSTO ARSIZIO – SAVINO DEL BENE SCANDICCI 1-3 (20-25, 25-20, 19-25, 23-25)

 


UYBA VOLLEY: 1 CEASAR 0, 2 BRACCHI 3, 4 PIVA 9, 5 WANG (L), 8 LUALDI 4, 10 SARTORI, 11 CARLETTI 26, 12 FROSINI 16, 13 GIULIANI 0, 14 ZANNONI (L) 15 SOBOLKA 9, 16 VALKOVA 1, 18 BOLDINI 0. ALL.: VELASCO.

SAVINO DEL BENE SCANDICCI: 2 ALBERTI 1, 3 HERBOTS 14, 4 ZHU 9, 6 RUDDINS 4, 7 DI IULIO 0, 8 MERLO (L), 9 VILLANI 2, 10 OGNJENOVIC 5, 14 NWAKALOR 3, 15 WASHINGTON, 16 DA SILVA 11, 17 ANTROPOVA 31, 18 DIOP 0, 20 GAY. ALL.: BARBOLINI.

ARBITRI: SULTALIPPI E SIMBARI

 

NOTE: Spettatori: 2106. Durata set: 25’, 34’, 27’, 31. Ace Busto Arsizio: 5. Battute sbagliate Busto Arsizio: 5. Ace Scandicci: 5. Battute sbagliate Scandicci: 8.

 


Busto Arsizio – Dopo l’esordio con più ombre che luci nella tana della corazzata Vero Volley Milano di domenica scorsa, c’era una certa curiosità per vedere se e come la rinnovata Uyba Busto Arsizio con la prestigiosa guida di Julio Velasco, avrebbe reagito al cospetto di un’altra, annunciata big del torneo come la Savino Del Bene Scandicci.

Davanti a una E-Work Arena ribollente comunque di passione, le biancorosse hanno offerto una prestazione dignitosa che induce all’ottimismo, dopo le perplessità suscitate al cospetto di Egonu & C.: per ampi tratti del match, infatti, hanno tenuto testa a un avversario sicuramente più quotato che è riuscita a spuntarla, solo grazie ai colpi delle sue fuoriclasse. Citazione a parte, merita la Antropova, autrice di una prestazione stellare con ben 31 punti, che le sono valsi il titolo di MVP del match per distacco. Per Busto Arsizio, da risaltare le prove di Carletti (26 punti) e Frosini (16 punti).

Pronti, via…e subito c’era bisogno del challenge per attribuire il primo scambio del match con una palla fuori di Frosini, per la quale gli arbitri si affidavano alle immagini video. Le toscane tenevano il piede pigiato forte sull’acceleratore e sull’asse Antropova-Ognjenovic costruivano un primo, significativo break (2-7) che costringeva Velasco a ricorrere al primo minuto di sospensione della serata.

Le biancorosse risalivano la china grazie a tre palloni messi a terra di fila da Carletti, e stavolta era la panchina di Scandicci a dover chiamare time-out (9-10). Un ace della Frosini regalava la parità a quota 10, con Busto Arsizio di nuovo pienamente in partita. Scandicci trovava però in Ruddins il grimaldello per scardinare ancora la difesa bustocca e un lungolinea della solita Antropova, induceva Velasco a parlarci ancora su (13-18). Le ospiti conquistavano un vantaggio consistente (15-21) anche se bisognava fare i conti con la voglia delle “farfalle” di combattere su ogni pallone (19-22 e time-out chiamato da Barbolini). Era sempre la Antropova (10 punti nel parziale) a togliere le castagne del fuoco, mentre la Ognjenovic chiudeva il primo set, al secondo tentativo (20-25).

Un muro della Carletti inaugurava il secondo set, con il primo vantaggio del match per Busto Arsizio che approfittava anche di qualche errore di troppo in attacco di Scandicci (4-1). Un altro muro della numero 11 di casa, esaltava i supporters bustocchi e induceva Barbolini a chiamare il time-out.

Le biancorosse con la Frosini volavano (8-3), ma era sempre la Antropova a suonare la carica per Scandicci che, dopo aver registrato bene il meccanismo muro-difesa piazzava un break di quattro punti di fila per tornare a una sola lunghezza di distanza (8-7). Le ragazze di Velasco avevano però il merito di non disunirsi e di tenere comunque botta ai tentativi di rimonta avversari, grazie alla vena della coppia d’attacco Frosini-Carletti che metteva in difficoltà la ricezione toscana. Il secondo time-out speso da Barbolini sul 14-9, certificava la voglia di combattere delle “farfalle” che lottavano su ogni pallone, meritandosi gli applausi a scena aperta dei propri tifosi.

C’era però sempre da fare i conti con l’immarcabile Antropova che   rimetteva in carreggiata le ospiti, costringendo Velasco a chiamare il time-out (15-13). Un attacco out della Frosini, confermato anche dal video-check, permetteva alle ospiti di portarsi avanti nel punteggio per la prima e unica volta nel set (15-16). Carletti e Frosini suonavano la carica e le biancorosse mettevano a terra quattro palloni di seguito che valevano il 21-17. I tentativi delle toscane di rimettere in discussione il set si scontravano con la ricezione lombarda che sporcava bene ogni attacco avversario permettendo alle proprie bocche di fuoco di poter contrattaccare. Un muro della Carletti, valeva il set-ball e al secondo tentativo era la Bracchi a regalare la parità, con lo stesso punteggio con il quale si era chiuso il primo set, ma stavolta a parti invertite (25-20).



Il terzo set iniziava sotto la stessa falsa riga del precedente, con Barbolini costretto a chiamare time-out (da 0-2 a 5-3) dopo una buona partenza delle sue atlete. Era sempre dalle mani della Antropova che passavano le possibilità di successo per l’attacco di Scandicci, mentre dall’altro lato della barricata la Carletti non era da meno. Logica conseguenza di ciò, era un grandissimo equilibrio con i due roster che viaggiavano punto a punto con nessuna delle due contendenti che riusciva a prendere il largo. Situazione che permaneva per buona parte del parziale, sino a quando il turno di battuta della Herbots sul 18 pari non si rivelava letale per la ricezione bustocca, con Velasco costretto a fermare il gioco sul 18-21. Era la svolta del parziale, perché le ospiti costruivano il break decisivo concretizzato poi dalla solita Antropova, anche stavolta al secondo tentativo (19-25).

Il quarto set iniziava com’era finito il precedente con Scandicci che partiva subito forte e Velasco che già sullo 0-3 chiamava time-out. Una contesa sul 3-6 faceva innervosire le biancorosse costrette a rincorrere, e le toscane ne approfittavano anche approfittando di qualche errore di troppo in prima linea della Ceasar (3-8). Le padroni di casa sembravano accusare lo sforzo compiuto, ma con la Carletti si rifacevano sotto (11-13 e time-out Scandicci).

A rimettere le cose a posto per le toscane, ci pensava come al solito la Antropova, fredda e lucida quando si trattava di mettere a terra i palloni nei momenti topici: un suo muro valeva il 16-21 e il secondo time-out speso dalla panchina bustocca. Il vantaggio conquistato sembrava aver posto la pietra tombale al match, ma la Carletti credeva nella possibilità della clamorosa rimonta, riavvicinando Busto Arsizio con un muro (21-23 e time-out chiamato da Barbolini). Le padroni di casa annullavano due set-ball, prima di arrendersi alla Andropova che chiudeva la contesa (23-25) con un tocco a muro che terminava fuori.

Nel prossimo match, le biancorosse saranno di scena a Roma e proveranno a mettere in cascina i primi punti della stagione. Velasco può essere soddisfatto della prestazione e del gioco espresso per ampi tratti del match dalle proprie atlete, ma deve ancora registrare qualcosa: soprattutto nei momenti decisivi, l’impressione che si è avuta è quella di una squadra che si blocca quando il pallone inizia a scottare e sarebbe piuttosto opportuno gestire il gioco con maggiore freddezza e lucidità.

Anche se – a onor del vero – va però detto che di fronte c’era un’altra big del campionato come Scandicci che dispone di un roster di tutto rispetto e ben assortito, con una Antropova in grado da sola – come stasera - di fare la differenza.

 

Francesco Montanino




VOLLEY, SERIE A1 FEMMINILE: BUSTO ARSIZIO LOTTA, MA NON BASTA. SCANDICCI PASSA AL “PALAYAMAMAY”


E-WORK BUSTO ARSIZIO – SAVINO DEL BENE SCANDICCI 0-3  (23-25, 23-25, 19-25)

E-WORK BUSTO ARSIZIO: BATTISTA 2, DEGRADI 13, LLOYD 5, MONZA 0, MONTIBELLER, LUALDI, STIGROT 8, COLOMBO, OLIVOTTO 11, ZANNONI (L), OMORUYI 4, ZAKCHAIOU 8, BRESSAN (L). ALL.: MUSSO.

SAVINO DEL BENE SCANDICCI: SOROKAITE 7, ALBERTI 5, BELIEN 8, ZHOU 15, PIETRINI, MERLO (L), MINGARDI 3, YAO, SHCHERBAN, ANGELONI, WASHINGTON, ANTROPOVA 19, CASTILLO (L), DI IULIO 2. ALL.: BARBOLINI.

ARBITRI: Boris e Braico.

Note: Spettatori: 1764. Durata set: 30’, 29, 27’. Battute punto Busto Arsizio: 1; Battute sbagliate Busto Arsizio: 4; Battute punto Scandicci: 6; Battute sbagliate Scandicci: 7.

 


Busto Arsizio – La E-Work combatte per due set ma alla fine deve cedere di fronte al maggior tasso tecnico di Scandicci: questo il verdetto dell’anticipo della 22ma giornata di campionato. La seconda forza della serie A1 espugna, dunque, il “Palayamamay” in un match, che è stato combattuto e alla pari per i primi due set, prima di chiudere in maniera disinvolta nel terzo, grazie ai colpi da vere fuoriclasse della Antropova e della Zhu, autentiche mattatrici della serata, rispettivamente, con 19 e 15 punti! 

In casa E-Work, poco o nulla da dire sull’impegno delle ragazze (ottime le prove della Degradi, della Stigrot e della Olivotto) anche se hanno pesato – e non poco, a giudicare da quanto visto in campo – l’assenza della Montibeller (ancora alle prese con il fastidio al piede) e la pessima serata della Omoruyi (appena 4 punti a referto, con percentuali davvero deficitarie). Le biancorosse hanno raccolto assai meno di quanto meritavano, ma di fronte avevano una squadra che ha sicuramente tante carte da giocarsi, per contendere il titolo a Conegliano.


Grande equilibrio nelle fasi iniziali del primo set, in cui le ospiti trovavano nella Sorokaite e nella Antropova i propri riferimenti  offensivi, mentre le biancorosse  (prive, come accennato, della Montibeller) si affidavano a una Stigrot in palla per reggere il passo. Un lungolinea della Zhu, costringeva Musso a chiamare il primo time-out della serata (9-12). Era sull’asse Zhu-Antropova che le toscane trovavano il break (10-15) che spezzava l’impasse e dava il primo scossone al match. Zakchaiou e Lloyd però suonavano la carica e un’invasione di Zhu permetteva alle farfalle di rifarsi sotto (13-15 e time-out Scandicci). Entravano, nel frattempo, anche l’ex Mingardi e la Yao, ma Scandicci continuava a palesare grosse difficoltà in fase offensiva, mentre – sul fronte bustocco – la Degradi trascinava le sue, firmando il sorpasso (17-15). Il finale del parziale non poteva che essere in volata, con Scandicci che la spuntava con il minimo scarto grazie a un ace della Andropova e una palla contesa sotto rete, in cui la Zhu aveva la meglio con astuzia, sul muro delle biancorosse (23-25).


Secondo set, e canovaccio che non cambiava affatto: equilibrio che la faceva da padrone con qualche errore di troppo in battuta (Scandicci) e in attacco (Busto Arsizio), soprattutto negli scambi iniziali. Alle giocate di alta classe di Antropova e Zhu, le giocatrici di casa rispondevano con la Stigrot e la Degradi mentre la Omoruyi non era proprio in serata (tantissimi gli errori commessi dalla ex Conegliano). 

A togliere però le castagne dal fuoco per Musso, ci pensavano la Degradi e la Olivotto che costringevano Barbolini a chiamare il minuto di sospensione (11-8). Cosa che si ripeteva per la seconda volta, quando un’invasione a rete permetteva alle lombarde di volare a +5 (14-9): stavolta le sue giocatrici rispondevano e si riavvicinavano (14-12 e time-out Busto Arsizio). Due errori in attacco di Zakchaiou e Omoruyi permettevano alle ospiti addirittura di effettuare il controsorpasso (15-16 e secondo time-out chiamato dalla panchina biancorossa). Finale di set, come da previsione, punto a punto e che anche stavolta Scandicci si aggiudicava – stavolta al secondo tentativo – grazie alla Antropova, con il medesimo punteggio del primo parziale (23-25).


Senza storia invece il terzo set: le biancorosse accusavano il contraccolpo psicologico di due set persi in volata, le toscane ne approfittavano (3-7, con errore sotto rete della Omoruyi), facendo capire le loro intenzioni. I muri della Zakchaiou e della Lloyd permettevano alle biancorosse di rimanere in scia (8-10), ma era un fuoco di paglia. Un attacco murato dalla Zhu su un tentativo della Omoruyi, costringeva Musso a chiamare il primo time-out del parziale (8-12). La cinese e la Antropova salivano in cattedra e segnavano il solco decisivo fra i due roster (10-17 e secondo minuto di sospensione per Busto Arsizio): davvero impressionanti le giocate esibite da queste due fuoriclasse, capaci da sole di spostare gli equilibri e decidere un match altrimenti equilibrato. L’ennesimo errore in attacco della Omoruyi (15-22) era il segnale della resa delle biancorosse: l’ultima a mollare era la Olivotto  con tre muri consecutivi che riavvicinavano Busto Arsizio (19-23, e time-out prudenzialmente chiamato da Barbolini per evitare pericolosi cali di tensione). Un tocco sotto rete della solita Zhu, al primo match-ball ospite, certificava il successo per la corazzata toscana, molto più sofferto di quanto possa lasciare immaginare il risultato finale.

In classifica, in attesa dei risultati degli altri incontri, Scandicci consolida – grazie al decimo successo di fila – la seconda posizione salendo temporaneamente a quota 56, ad una sola lunghezza di distanza dalla capolista Conegliano, impegnata contro Novara nel big-match di giornata. Per Busto Arsizio, invece, restano intatte le possibilità di accedere ai play-off, anche se adesso non sarà più possibile sbagliare.

FFrancesco Montanino


SERIE D: CASTELLANZESE, PARI DI CARATTERE CONTRO IL CHIEVO

  CASTELLANZESE – CHIEVO VERONA 1-1 (0-0) CASTELLANZESE : Salina, Robbiati (85’ Boix Garcia), Gritti, Chessa, Castelletto, Colombo, Lacchini...

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