VOLLEY FEMMINILE: LA EUROTEK SI INCHINA DI FRONTE ALLA CORAZZATA CONEGLIANO

 


EUROTEK BUSTO ARSIZIO – IMOCO CONEGLIANO 0-3 (15-25, 22-25, 19-25)

EUROTEK UYBA BUSTO ARSIZIO: Howard, Pelloni (L), Van Der Pijl, Piva 0, Van Avermaet 2, Morandi (L), Lualdi, Sartori 6, Obossa 6, Frosini 12, Kunzler 14, Boldini 1, Scola. All.: Barbolini.

IMOCO CONEGLIANO: Gabi 10, Zhu 15, Seki 1, Eckl, Lubian 8, De Gennaro (L), Haak 1, Wolosz, Adigwe 14, Lanier, Lukasik, Chirichella 7, Fahr, Bardaro (L). All.: Santarelli.

Note – Prima dell’inizio del match, è stato osservato un minuto di raccoglimento per ricordare Simonetta Avalle, figura storica del volley femminile italiano, che ha allenato nella sua carriera le squadre di Roma, Firenze, Vicenza, Reggio Calabria, Napoli e Arzano. Spettatori: 2645. Durata set: 22’, 28’, 24’. Battute sbagliate Busto Arsizio: 6, battute punto Busto Arsizio: 2. Battute sbagliate Conegliano: 11; battute punto Conegliano: 7. MVP: Adigwe.

Arbitri: Papadopol e Pozzato.




Busto Arsizio – Al cospetto della corazzata Conegliano, campione d’Italia e fresca detentrice anche del titolo iridato conquistato in Cina poco più di un mese fa, nulla da fare per la Eurotek Busto Arsizio. Nella gara infrasettimanale, che valeva il recupero del 14mo turno di campionato, pronostico rispettato in pieno con la formazione di Santarelli che ha fatto valere la propria legge, anche di fronte a un “Palayamamay” sold-out da giorni, per ammirare il roster più forte in circolazione. Il 3-0 finale, è lo specchio fedele di una superiorità che le “pantere” hanno fatto valere anche in quei frangenti più delicati e combattuti del match, in cui le bustocche hanno provato a tener testa ad avversarie, che non hanno lesinato anche giocate da vere fuoriclasse per togliere le castagne dal fuoco.

Prive di Lazic e con una Piva non al top della forma, dopo l’infortunio rimediato domenica scorsa contro Milano, le ragazze di Barbolini hanno poco o nulla da rimproverarsi, anche se forse qualche pallone in quei frangenti dove le biancorosse hanno provato a mettere il muso avanti, poteva essere gestito sicuramente meglio. Ma stiamo davvero parlando di dettagli, perché se di fronte si ha una corazzata come quella dell’Imoco, è durissima per chiunque. Non crediamo che saranno fatti drammi per una sconfitta che era sicuramente da mettere in preventivo, e nell’ordine delle cose, proprio perché stiamo parlando di una squadra di un altro pianeta, e fuori dalla portata per chiunque.

Il primo set vedeva la partenza lanciata delle biancorosse che si portavano avanti 3-0, anche approfittando di un approccio un molto soft della capolista che però ci impiegava davvero poco nel cambiare repentinamente marcia, per evitare sgradevoli sorprese. Registrati infatti i meccanismi a muro e in ricezione, Conegliano iniziava a macinare gioco e punti con la Zhu sugli scudi (top scorer della serata con 16 punti). Le farfalle ci mettevano pure del loro, palesando una certa confusione nella fase di ricostruzione, e così sul 4-8 Barbolini era costretto a chiamare il primo time-out della serata. Sul 6-11, faceva il suo ingresso in campo la Piva al posto della Frosini, ma erano sempre la cinese e la Lubian ad assumere il comando delle operazioni e a tenere a debita distanza le bustocche che provavano a restare comunque sulla scia grazie alla Kunzler e alla Sartori (12-14 e 13-15). Le gialloblù imprimevano un ritmo a dir poco insostenibile e per le padrone di casa era davvero notte fonda: un attacco out della Frosini coincideva con il secondo minuto di sospensione chiesto dalla panchina biancorossa, ma era la Adigwe (premiata poi quale MVP della serata), con il suo turno di battuta, a trascinare le sue alla conquista del set che era certificato da un attacco vincente della scatenata Zhu, al primo tentativo utile (15-25). Impressionante il modo con cui la Imoco gestiva a piacimento il gioco, non tralasciando il benché minimo dettaglio e dando poco spazio alle pur volenterose farfalle.

Nel secondo parziale, il gioco era interrotto per alcuni minuti a causa di un malore accusato da una spettatrice sugli spalti del “Palayamamay”: immediato l’intervento degli uomini del Pronto Soccorso e della Polizia che prestavano le cure del caso. Un lungo applauso sottolineava la ripresa del match che era sicuramente più equilibrato, con la Eurotek che provava a metterla anche sul piano dell’intensità a muro: sugli scudi, la Frosini che riscattava alcuni errori commessi in precedenza e la Kunzler (autrice di una buona prova, come attestano i 14 punti messi a referto), che iniziava a colpire da tutte le posizioni.

Ne usciva un parziale molto combattuto, con i due sestetti che lottavano punto a punto: un errore in attacco della Adigwe, costringeva Santarelli a chiamare il suo primo time-out della serata (17-14). La scena si ripeteva pochissimi scambi dopo, ma a parti inverse, quando – dopo un incredibile salvataggio che testimoniava le straordinarie doti tecniche e la forza anche mentale espressa dalle venete – Gabi ripristinava la parità (17-17). Conegliano con un ace della Adigwe e un errore in attacco della Kunzler lanciava la volata (20-22) ed era la Zhu a salire in cattedra con due attacchi che valevano ben tre palle-set (21-24). La Sartori annullava il primo tentativo, ma la Lubian era implacabile sotto rete regalando il secondo parziale alle campionesse d’Italia e del mondo in carica.

Nel terzo e ultimo set, partivano meglio le ospiti con le solite Zhu e Adigwe (3-5), ma erano la Frosini e la Kunzler a suonare la carica nelle fila biancorosse (8-6). Si giocava, anche stavolta, punto a punto con Busto Arsizio che con un muro della Obossa provava ad imprimere un primo strappo (14-11 e time-out della panchina Imoco). Ma anche stavolta si trattava di un fuoco di paglia perché era come al solito la Zhu a rimettere le cose a posto per Conegliano, con un turno di battuta particolarmente efficace che metteva in difficoltà la ricezione bustocca (15-16, e time-out stavolta chiamato da Barbolini).

La Kunzler era l’ultima ad arrendersi e provava a tenere in linea di galleggiamento le farfalle (18-19), ma la Haak e la Chirichella davano il via al break decisivo (18-21 e secondo time-out di Busto Arsizio). Le farfalle non avevano la forza per rimettere tutto in discussione e così alle ospiti bastava gestire gli ultimi scambi per conquistare il successo pieno. Il set e la partita si chiudevano al primo tentativo utile, con un pallone messo a terra dalla Chirichella (19-25). Arrivava poi il momento dei selfie e degli autografi per le campionesse d’Italia e del mondo in carica che erano letteralmente prese d’assalto dai tifosi (in particolare la Lubian e Gabi) e dai fotografi.

In classifica, nulla cambia per le biancorosse che restano al settimo posto con 32 punti in piena zona play-off e con il derby del Ticino che sabato le vedrà protagoniste al “PalaIgor” di Novara. Per Conegliano, invece, c’è davvero ben poco da aggiungere e da commentare, se non che i numeri bastano ed avanzano nel confermarci perché le gialloblù sono destinate, anche in questa stagione, ad essere la più accreditata pretendente al titolo e a lasciare solo le briciole agli avversari: 60 punti, frutto di 20 vittorie conquistate in altrettante partite, e appena 4 set lasciati alle avversarie…..Nel prossimo turno, le dominatrici del campionato saranno di scena nella tana di Pinerolo in quella che si annuncia come l’ennesima passerella trionfale, per questa formidabile squadra.

 Francesco Montanino


CALCIO SERIE D: CASTELLANZESE E VIGASIO NON SI FANNO MALE E SI SPARTISCONO LA POSTA IN PALIO

 


CASTELLANZESE – VIGASIO 0-0

CASTELLANZESE: Salina, Masera, Robbiati, Gritti, Chessa (80’ Serra), Castelletto, Colombo (46’ Bernardi), Lacchini (68’ Fall), Di Coste, Boix Garcia (80’ Padovan), Boccadamo. A disposizione: Scodellaro, Ildefonsi, Rusconi, Zulli, Amato. All.: Cotta.

VIGASIO: Businarolo, Tosi (87’ Novelli), Cinel, Casella, Mboup, Frison, Saranero (73’ Russo), Mozzo (87’ Hoxha), Fanini (80’ Orfeini), Moras, Rao (73’ Boni). A disposizione: Lorenzini, Capellari, Bounafaa, Vetere. All.: Florindo.

Arbitro: Mancini, di Pistoia (Assitenti: Saracino e Firera, di Ragusa).

Note: Giornata fredda e con un pallido sole, con terreno in buone condizioni nonostante l’abbondante pioggia caduta nelle ultime ore. Spettatori: 100 circa. Ammoniti: Boix Garcia (C). Espulsi: nessuno. Calci d’angolo: 3-2. Recupero: 0’+4’.

Castellanza – Finisce con uno scialbo pareggio per 0-0 il match fra Castellanzese e Vigasio, al termine di una gara con pochissime emozioni e contrassegnata dal tatticismo e da un atteggiamento troppo prudente da parte di entrambe le formazioni. Il risultato ad occhiali è parso l’esito più logico e prevedibile, in cui il motto “primo, non prenderle” ha caratterizzato il comportamento dei ventidue in campo e dei due allenatori, che hanno badato più a non correre rischi che a provare in qualche modo a vincerla.

L’importanza della posta in palio, con le due squadre separate da appena tre punti in classifica, si faceva sentire sin dal fischio d’inizio, e i primi minuti del match non offrivano particolari spunti di interesse. Il Vigasio provava a mantenersi alto, mentre la Castellanzese era piuttosto guardinga e attenta più a spezzare la manovra avversaria che non a costruire qualcosa di realmente pericoloso nella metà campo biancazzurra. La prima conclusione, se così la si può definire, era di Chessa che al 15’ provava un’acrobatica rovesciata in area veneta, senza però trovare né la potenza, né la porta. Lo stesso numero sette neroverde ci provava due minuti dopo, con una bordata che sorvolava di poco la traversa della porta difesa da Businarolo.

Il match si accendeva per un battibecco fra Colombo e Mboupp, ma era di Tosi, allo scoccare della mezz’ora, l’occasione sin lì più ghiotta per sbloccare un match a dir poco soporifero: il colpo di testa del difensore del Vigasio era però troppo debole e consentiva a Salina una comoda parata.

Ben più insidiosa era la conclusione di Moras che trovava la provvidenziale deviazione di Gritti che evitava guai ben peggiori. Gli ospiti aumentavano il ritmo delle proprie giocate, mentre la Castellanzese si affidava alle ripartenze veloci per sorprendere la compagine allenata da Florindo. I padroni di casa avevano un sussulto quando al 40’ Colombo dal limite dell’area colpiva il palo con la deviazione di un difensore avversario, anche se Businarolo era comunque sulla traiettoria; e poi con Di Coste che al 44’ colpiva al volo sugli sviluppi di un corner senza però trovare lo specchio della porta.

La ripresa iniziava più o meno sotto la stessa falsa riga di quanto visto nei primi quarantacinque di gioco, ovvero con le due squadre guardinghe e per nulla disposte a concedere spazi all’avversario. L’occasione più interessante capitava al 53’ sui piedi di Castelletto, che però in precario equilibrio calciava alle stelle da buona posizione. La noia e la monotonia tornavano a farla da padrone, con occasioni che scarseggiavano da una parte e dall’altra, fino a quando Fall al 77’ aveva sui piedi un pallone invitante ma sparacchiava a lato da ottima posizione. Gli faceva il paio, due minuti dopo, Tosi con una conclusione alta dal limite.

Il match viveva di fiammate e finalmente si vedevano palle-gol un po' più nitide: al neoentrato Padovan che, su interessante cross di Serra, trovava la respinta con i piedi dell’attento Businarolo (81’), faceva da contraltare sul versante opposto, la rasoiata di Moras all’84’ a fil di palo, su micidiale ripartenza dei biancazzurri, che faceva correre brividi lungo la schiena dei tifosi castellanzesi. I minuti finali vedevano i neroverdi proiettati in attacco in maniera neanche tanto convinta, ma non accadeva più nulla e così lo 0-0 finale era l’esito scontato di una gara, in cui ha prevalso più la paura di perdere che non la voglia di vincere.

In classifica, entrambe le compagini fanno un passettino in avanti con la Castellanzese che sale a quota 27, mentre il Vigasio distante tre lunghezze dai neroverdi oggi disputerebbe i play out. Nel prossimo turno, la Castellanzese sarà ospite del fanalino di coda Civilerghe, mentre il Vigasio ospiterà il Cavenago Fanfulla in un altro match fondamentale, in chiave salvezza.

Francesco Montanino


VOLLEY FEMMINILE: EUROTEK BUSTO ARSIZIO, CHE CARATTERE!

 


EUROTEK BUSTO ARSIZIO – MEGABOX VALLEFOGLIA 3-1 (25-11,17-25, 25-16, 29-27)

EUROTEK UYBA BUSTO ARSIZIO: Howard , Pelloni (L), Van Der Pijl, Piva 15, Olaya 13, Van Avermaet 8, Sartori 10, Obossa 16, Frosini 1, Boldini 6. All.: Barbolini.

MEGABOX VALLEFOGLIA: Bici 15, Feduzzi (L), Michieletto 1, Giovannini 3, De Bortoli (L), Candi 9, Torcolacci, Perovic 0, Kobzar 0, Wetzel 9, Lee 14, Lazda 0, Carletti 1. All.: Pistola.

Note - Spettatori: 2329. Durata set: 21’, 25’, 24’, 39’. Battute sbagliate: Busto Arsizio: 13, battute punto Busto Arsizio: 7. Battute sbagliate Vallefoglia: 10; battute punto Vallefoglia: 5. MVP: Van Avermaet.

Arbitri: Saltalippi e Clemente.

Busto Arsizio – Più forti della sfortuna e degli infortuni: nonostante un organico ridotto all’osso e decimato da una serie incredibile di defezioni provocato da un micidiale virus influenzale (out Kunzler, Lualdi, Morandi e Scola), la Eurotek sfodera una prestazione tutta grinta e cuore, conquistando tre sudati ma meritatissimi punti contro una Megabox Vallefoglia annunciata in netta ripresa e decisa ad uscire dall’impianto di Viale Gabardi non certo a mani vuote. E’ stata una gara vibrante e combattuta soprattutto nell’ultimo parziale, terminato a vantaggi vietati ai deboli di cuore, che ha decretato la vittoria piena delle farfalle che adesso possono guardare con maggiore fiducia al prosieguo di un campionato, in cui non possono più ormai essere considerate una sorpresa ma una realtà destinata a conquistare un posto al sole nei play-off, che nemmeno il più ottimista dei supporters o degli addetti ai lavori poteva certo pronosticare a inizio stagione.

Partivano in maniera decisa le biancorosse, nel primo set, con un micidiale break firmato da Obossa e Van Avermaet (premiata come MVP dell’incontro) che costringeva Pistola a chiamare il minuto di sospensione (5-1). Le farfalle approfittavano degli errori in ricezione delle marchigiane che non riuscivano a dare continuità e fluidità al proprio gioco e sul 10-4, la panchina ospite aveva già speso i suoi due time-out a disposizione.

Il set scorreva via  senza grossi scossoni con Busto Arsizio che continuava a tenere il piede pigiato forte sull’acceleratore, con la Piva e la Obossa che colpivano in maniera implacabile da tutte le posizioni. Dal canto suo, Vallefoglia sbagliava tutto con una serie di errori che spianavano la strada alle lombarde che affondavano i propri attacchi  nella difesa avversaria, come la lama nel burro. Sul 19-8 Pistola provava la carta Lazda, ma il parziale ormai era già abbondantemente compromesso. Il 25-11 con il quale l’errore in battuta della Wetzel chiudeva, al secondo tentativo per le padrone di casa, il primo parziale, era la cartina da tornasole più lapalissiana del dominio assoluto delle farfalle.

Nel secondo set, arrivava – come era lecito attendersi - la reazione delle ospiti che trovavano maggiore precisione nelle conclusioni grazie alla Bici e alla Lee, cui faceva da contraltare una Olaya non sempre pulita in ricezione. Un ace della Candi permetteva a Vallefoglia di piazzare il break (8-12), costringendo coach Barbolini a spendere il suo primo time-out della serata. Due muri consecutivi della Piva e della Van Avermaet, permettevano alle biancorosse di riavvicinarsi ma erano sempre gli errori della Olaya a vanificare quanto di buono si riusciva a costruire. Sul 13-18, arrivava il secondo minuto di sospensione chiesto dalla panchina bustocca, cui facevano riscontro due errori delle ospiti che riavvicinavano le farfalle. Era Pistola stavolta a fermare il gioco e questo permetteva alle neroverdi di riprendere in mano l’inerzia del parziale che terminava al primo tentativo utile con la scatenata Lee, che firmava ben quattro punti di fila (17-25).

Nel terzo set, grande equilibrio nelle fasi iniziali con le due squadre a lottare su ogni pallone, e con errori frequenti da una parte e dall’altra. La gara non era tecnicamente eccelsa, ma giocata con grande ardore dalle dodici ragazze in campo. Un attacco finalmente vincente della Olaya e un muro della Piva, inducevano Pistola a chiamare il minuto di sospensione (12-10), dando il via al break che si sarebbe poi rivelato decisivo. La scena si ripeteva, qualche scambio dopo, quando Boldini, con una veloce anticipata, metteva a terra il pallone del 16-13: le biancorosse allungavano in maniera netta e decisa, approfittando anche delle amnesie difensive di Vallefoglia che accusava un altro blackout. Un ace della Obossa valeva il 22-15 che di fatto spegneva le velleità di rimonta delle ospiti. E così era la Piva, al secondo tentativo, a far tornare in vantaggio Busto Arsizio, nel conteggio dei set, (25-16) con una poderosa schiacciata.

Il quarto set vedeva partire a razzo le farfalle, con Pistola costretto a chiamare già time-out sul 6-3 quando la Olaya approfittava di una ricezione approssimativa delle marchigiane che si rifacevano sotto, sino a raggiungere la parità (9-9 con time-out chiamato da Barbolini), grazie a uno dei tanti errori in ricezione di una Olaya, sempre a corrente alternata. Il match diventava intenso e vibrante con i due sestetti che regalavano momenti altamente spettacolari, con le difese che facevano gli straordinari. Saliva in cattedra la Obossa, che colpiva sia in attacco che in battuta e questo permetteva alle farfalle di riallungare di nuovo (15-11), anche se Vallefoglia – come accaduto in precedenza - trovava il modo di impattare grazie a una ricezione sballata della Olaya (autentica croce e delizia dei supporters di casa). L’altalena di punteggio proseguiva, con un nuovo strappo delle biancorosse (18-15 e secondo minuto di sospensione speso da Pistola), e un altro recupero delle neroverdi che mettevano il muso avanti (18-19 con la Candi e time-out chiesto stavolta da Barbolini).

Appariva fin troppo chiaro che il set si sarebbe deciso in volata, alla lotteria dei vantaggi che avrebbe tenuto letteralmente con il fiato sospeso il palazzetto. Vallefoglia aveva a disposizione ben tre possibilità di portare il match al tie-break mentre anche le padrone di casa fallivano con la Obossa (errore in battuta sul 25-24) l’opportunità di chiuderla. La Olaya prendeva un colpo in pieno volto (27-27, con incredibile muro della Van Avermaet) e, nel momento più difficile perché non c’erano più cambi a disposizione per Barbolini, ci pensavano la Sartori e la Obossa a far pendere il piatto della bilancia dalla parte delle farfalle, facendo esplodere di gioia il “Palayamamay”.


Per effetto dei risultati di giornata, la Eurotek sale a quota 29 in classifica e rinnova la sua candidatura ai play-off consolidando la settima posizione, e tenendo a debita distanza la stessa Vallefoglia che occupa l’ultimo posto utile per accedere alla post-season. Nel prossimo turno, le farfalle saranno di scena nella tana di Scandicci in un match dal pronostico apparentemente chiuso, anche se le biancorosse hanno dimostrato in più di un’occasione di non lasciare mai nulla di intentato. Barbolini conta di recuperare nei prossimi giorni qualche giocatrice per avere maggiori scelte nelle rotazioni, anche se soprattutto per la Kunzler pare che i tempi di recupero potrebbero non essere così brevi.

Francesco Montanino


SERIE D: LA CASTELLANZESE SI ARRENDE ALLA CAPOLISTA OSPITALETTO

 


CASTELLANZESE – OSPITALETTO 0-3 (0-2)

CASTELLANZESE: Salina, Masera, Robbiati (46’ Colombo), Gritti, Chessa, Castelletto (60’ Fiorella), Fall, Di Coste, Bernardi, Boix Garcia (60’ Padovan), Boccadamo (72’ Rusconi). A disposizione: Scodellaro, Beretta, Serra, Zulli, Amato. All.: Cotta.

OSPITALETTO: Bonardi, Gobbi (68’ Peli), Bakayoko, Gualandris, Messaggi, Panatti (87’ Gritti), Cerri, Cantamessa (76’ Dieng), Guarnieri (76’ Mozzanica), Lucenti, Baraye (81’ Bertazzoli). A disposizione: Zorzi, Qeros, Righetti, Kwetshiu.

Reti: 3’ Baraye (O), 45’ Messaggi (O rig.), 90’ Gritti (O).

Arbitro: Ferrara, di Roma 2 (Assistenti: Rizzo di Enna, e Trefiletti di Acireale).



Note: Prima dell’inizio del match, osservato un minuto di raccoglimento per ricordare la memoria dell’ex calciatore e allenatore, Aldo Agroppi scomparso nei giorni scorsi. Giornata fredda e uggiosa, con terreno in buone condizioni. Spettatori: 200 circa, con rumorosa rappresentanza proveniente da Ospitaletto. Ammoniti: Castelletto (C), Robbiati (C). Espulsi: Chessa (C) al 20’. Calci d’angolo: 2-4. Recupero: 1’ + 2’.

Castellanza – La Castellanzese inizia il 2025 con una pesante sconfitta, al cospetto dell’Ospitaletto primo in classifica, e non certo per caso come attestavano i 41 punti sin qui messi in cascina dalla compagine di Quaresmini. Una battuta d’arresto che era tutto sommato da mettere in preventivo, considerando i valori espressi dal campo. Anche se resta forte il rammarico per gli episodi che sono andati tutti contro i padroni di casa, che hanno pure fallito un rigore nel corso del primo tempo, quando il risultato era ancora in bilico sullo 0-1, che poteva sicuramente cambiare il corso di un match che ha confermato il momento tutt’altro che positivo della compagine varesina.

I neroverdi provavano a sorprendere la capolista pressando alto, ma al primo affondo gli ospiti passavano in vantaggio con una poderosa staffilata dal limite di Baraye che non dava scampo a Salina. Match che dunque si metteva subito in salita per gli uomini di Cotta costretti a scoprirsi e che rischiavano grosso quando al 9’ Messaggi falliva lo stop che lo avrebbe messo solo davanti a Salina. Due minuti dopo, sugli sviluppi del primo corner del match, Cerri colpiva di testa e Salina doveva sfoderare un grande intervento per evitare il raddoppio.

La Castellanzese provava a scuotersi dal torpore con Chessa, ma lo stesso numero 7 neroverde entrava in maniera scomposta su Cantamessa e il direttore di gara estraeva direttamente il cartellino rosso, fra le proteste del pubblico di casa. Decisione apparsa forse troppo frettolosa, anche perché – sino ad allora – il match era stato sì combattuto, ma senza eccessiva animosità fra i ventidue giocatori in campo.

Sotto di un gol e di un giocatore, il peso dell’attacco ricadeva tutto sulle spalle di Boccadamo che al 27’ riusciva – un po' a sorpresa - a procurarsi un calcio di rigore che poteva cambiare le sorti dell’incontro, complice l’ingenuità di Gualandris che lo affossava nella propria area. Dal dischetto Boix Garcia però concludeva in maniera troppo centrale e così Bonardi poteva respingere agevolmente di piede, facendo sfumare la più ghiotta delle occasioni per ripristinare la parità.

Lo scampato pericolo ridestava gli ospiti che provavano a far fruttare la superiorità numerica con il palleggio prolungato, volto ad aprire varchi nella retroguardia neroverde. Il primo tempo sembrava terminare senza altri grossi sussulti, con gli ospiti che gestivano gioco e vantaggio e la Castellanzese tutta raccolta nella propria trequarti, per cercare di andare quantomeno al riposo con il minimo scarto da rimontare.

Mentre stava per partite il recupero, su un’azione manovrata della capolista, Robbiati colpiva con il braccio mentre Gobbi si stava involando verso la porta avversaria: il direttore di gara indicava il dischetto fra le proteste del pubblico che riteneva – al contrario - falloso l’intervento del giocatore dell’Ospitaletto che avrebbe spinto il difensore neroverde, che rimediava nell’occasione anche il cartellino giallo. Dagli undici metri, Messaggi non sbagliava chiudendo di fatto la contesa.

Il secondo tempo si apriva con Gobbi che aveva subito sui piedi la palla dello 0-3, ma Salina era bravissimo a ribattere la conclusione dell’attaccante ospite mandando sulla traversa anche il successivo tentativo di tap-in. Sull’altro fronte, al 50’ Fall aveva quella buona per riaprirla, ma apriva troppo il piatto sprecando un’ottima occasione da posizione favorevole. Qualche minuto dopo, Boix Garcia provava il pallonetto dopo una serie di rimpalli, ma senza dare la necessaria forza per scavalcare Bonardi. Gli orange replicavano al 58’ con Gobbi, la cui conclusione stavolta non destava particolari preoccupazioni a Salina.

Il duello fra l’attaccante dell’Ospitaletto e il portiere della Castellanzese, si rinnovava al 64’ con una conclusione sottomisura che trovava però pronto l’estremo difensore neroverde. Salina si ergeva ancora a protagonista al 70’ quando disinnescava in corner una potente conclusione angolata di Messaggi. Al 79’, ci provava Peli ma il suo diagonale si perdeva a lato di qualche metro, così come qualche minuto dopo con una conclusione dal limite che non centrava lo specchio della porta. All’84’ era Colombo a tentare il gol della domenica, ma anche il suo fendente si perdeva altissimo.

Il match si spegneva lentamente e allo scoccare del recupero, Gritti con un preciso colpo di testa sugli sviluppi di un corner, fissava il punteggio sul definitivo 0-3, con Salina bravissimo qualche istante dopo a evitare addirittura il poker con uno splendido colpo di reni su una bordata ravvicinata di Peli.

Per effetto dei risultati di giornata, in testa l’Ospitaletto prosegue la propria marcia in solitaria issandosi a quota 44, tallonato a sole tre lunghezze di distanza dal Desenzano, mentre perde terreno la Varesina che non è andata oltre il pareggio contro la Pro Palazzolo. Per la Castellanzese, prosegue il momento no con la vittoria che manca dallo scorso 3 novembre quando i neroverdi superarono l’Arconatese nel derby. Adesso la zona pericolosa dista appena un punto e nel prossimo turno, c’è la difficile trasferta nella tana della Pro Sesto che è a immediato ridosso della zona play-off.

Francesco Montanino


SERIE D: IL NATALE AMARO DELLA SARNESE

 


SARNESE - SARRABUS OGLIASTRA 0-2 (0-1)

Una Sarnese presuntuosa e senza idee cade inopinatamente, ma meritatamente, in casa contro il fanalino di coda Sarrabus che espugna lo “Squitieri” con un secco ed inequivocabile 2-0. A dispetto del pronostico, che prefigurava un match che la Sarnese avrebbe dovuto facilmente far suo, con i sardi a fare da vittime sacrificali.

Quella che doveva essere una festa per squadra e tifoseria granata si è in realtà trasformata, con il trascorrere dei minuti, in una domenica bestiale. E dire che c’erano tutti i presupposti per la Sarnese per regalarsi un Natale gioioso, con lo striscione augurale fatto esibire in mezzo al campo dal presidente Pappacena, prima del calcio d’inizio. Invece, così non è stato perché la convinzione e la presunzione di poter fare un sol boccone di un avversario (solo sulla carta) più debole, hanno giocato davvero un brutto scherzo agli uomini di Cavallaro che dovranno riflettere sui gravi errori commessi, durante questa lunga sosta. La conferma, ancora una volta, che il calcio non è una scienza esatta, e può presentare un conto assai salato da pagare, se si commette l’errore di sottovalutare l’avversario.

L’inizio come prevedibile era dei granata che provavano a scardinare il dispositivo difensivo sardo, con un palleggio prolungato ma sterile. La prima occasione capitava al 4’ con una punizione dai 20 metri di Uliano che però terminava alta. La replica degli ospiti arrivava, sempre dalla distanza, con Cubiddu all’8’ che concludeva di diversi metri a lato. Il gioco ristagnava prevalentemente a centrocampo con il Sarrabus compatto che avanzava il proprio baricentro nella parte centrale della frazione di gioco, senza però impensierire seriamente Bonucci. 

L’occasione più grossa capitava però allo scoccare della mezz’ora quando Lagzir, scattato sul filo dell’offside, si presentava solo davanti a Floris: il pallonetto del numero 10 sarnese si stava per infilare quando un provvidenziale intervento di Morlando, all’altezza della linea bianca, strozzava in gola l’urlo del gol allo “Squitieri”. La Sarnese insisteva, ma mancava il colpo risolutore ai granata, che si perdevano sempre sul più bello. E quando tutto lasciava presagire un ritorno negli spogliatoi a reti inviolate, arrivava come una doccia fredda l’autogol di De Nova (44’) che deviava in maniera maldestra nella propria rete, un cross senza troppe pretese di Mattia Floris. 

La ripresa si apriva con la Sarnese che si rovesciava rabbiosamente in attacco e il Sarrabus, come da copione, costretto a fare le barricate. Al 47’ paurosa mischia in area sarda e doppia conclusione di Labriola che trovava però sulla sua strada, in entrambe le occasioni, Floris. Cinque minuti dopo, ci provava di testa Munoz ma anche stavolta la mira era imprecisa. Al 54’ l’estremo difensore ospite era chiamato ancora alla parata, da una velenosa conclusione dal limite di Marini.

I padroni di casa attaccavano in maniera confusa, prestando inevitabilmente il fianco alle ripartenze ospiti: al 61’ Romano provava la girata in area campana, ma non inquadrava il bersaglio grosso. Cavallaro allora gettava nella mischia Panzera e Lfareh, ma era Boi ad avere la palla del raddoppio (68’) non trovando lo specchio della porta da buona posizione. Qualche secondo dopo si metteva in evidenza ancora Lagzir, ma anche stavolta non c’erano problemi per Floris.

I granata ci provavano con conclusioni estemporanee dal limite, non gradite dai propri supporters e questo cadeva a fagiolo per i sardi, che non chiedevano di meglio che interrompere il gioco per spezzare il ritmo degli avversari. Le azioni difettavano delle necessarie lucidità e coralità, e questo rendeva l’arrembaggio sempre più stucchevole e prevedibile, man mano che l’incedere del cronometro riduceva inesorabilmente il tempo a disposizione per rimettersi in carreggiata.

Al 77’ proteste vibranti del pubblico e dei giocatori di casa per un intervento molto sospetto in area sarda di Floris su Labriola: il direttore di gara faceva cenno di proseguire, ma i dubbi restavano perché l’intervento dell’estremo difensore ospite, era apparso meritevole della massima punizione.

All’82’ altra azione confusa in area sarda e conclusione di Lagzir, che però era ancora respinta da Floris. Qualche secondo dopo era Lfareh a provarci, ma il suo rasoterra terminava a lato. 

Il serrate finale dei granata produceva un’acrobatica girata di Altobelli alzata in corner da Floris e su un capovolgimento di fronte arrivava anzi il raddoppio con Loi (89’) che con una conclusione potente sottomisura, faceva passare il pallone sotto le gambe di Bonucci.

Il match di fatto si chiudeva qui, perché la Sarnese non aveva più la forza per reagire e il Sarrabus non doveva far altro che gestire i secondi finali. In pieno recupero De Nova coronava il suo pomeriggio da dimenticare, rifilando una testata a un avversario a centrocampo. Il direttore di gara estraeva il cartellino rosso diretto, fra le proteste e la rassegnazione del pubblico di casa che applaudiva sportivamente i giocatori sardi e contestava invece i granata per la pessima prova offerta.

Francesco Montanino


SERIE D: LA CASTELLANZESE FRENA LA CORSA DELLA VARESINA

 


CASTELLANZESE – VARESINA  0-0

CASTELLANZESE: Mangano, Masera, Beretta, Gritti, Castelletto, Colombo (80’ Serra), Padovan (73’ Chessa), Lacchini, Di Coste, Bernardi, Boccadamo. A disposizione: Scodellaro, Robbiati, Marrone, Fall, Ildefonsi, Rusconi, Amato. All.: Cotta.

VARESINA: Chironi, Miconi, Cosentino, Gasparri, Guidetti, Bertoli (84’ Di Mauro), Guri (64’ Ghioldi), Mazia (64’ Sali), Gianola, Mapelli (57’ Coghetto), Bobbo (53’ Siciliano). A disposizione: Macchi, Rosa, Di Mauro, Sassi, Cagia. All.: Spilli.

Arbitro: Cavacini, di Lanciano (Assistenti: Scipione di Firenze, e Mansutti di Basso Friuli).

Note: Giornata fredda e uggiosa, con terreno in buone condizioni. Spettatori: 200 circa. Ammoniti: Guri (V), Colombo (C), Bobbo (V), Lacchini (C), Guidetti (V). Espulsi: nessuno. Calci d’angolo: 5-3. Recupero: 1’+ 5’.


CASTELLANZA – Terzo pareggio consecutivo per la Castellanzese che blocca la corsa della capolista Varesina, imponendole il risultato a reti bianche. Buona la prova degli uomini di Cotta che hanno disputato una gara attenta e grintosa, concedendo poco o nulla a una capolista annunciata in grande spolvero non solo per il primato ma anche per gli otto gol rifilati nelle ultime due uscite al Civilerghe e al Crema. C’erano, insomma, tutti gli ingredienti per assistere a un match interessante ma così non è stato perché entrambe le formazioni hanno badato più a non prenderle che ad offendere. Mentre però la Castellanzese ha tutto sommato ben impressionato e fornito l’impressione di voler cercare la vittoria con maggiore convinzione, la Varesina – dal canto suo - è apparsa fin troppo compassata, e si è accontentata del pareggio.

L’inizio del match era abbastanza equilibrato, con le due squadre che si studiavano a vicenda, e i ritmi ne risentivano. La Castellanzese ci metteva l’entusiasmo e l’agonismo, mentre la Varesina provava a far valere il maggior tasso tecnico anche se gli spazi erano intasati e i rossoblù non riuscivano a innescare le proprie bocche di fuoco. Come conseguenza di ciò, il gioco ristagnava prevalentemente nella mediana, con le due squadre corte e raccolte in appena trenta metri di campo, e le emozioni non a caso scarseggiavano.

Per annotare la prima occasione della partita, bisognava infatti attendere il 21’ quando Colombo ci provava dal limite senza però trovare lo specchio della porta. Due minuti dopo rispondeva Gianola, ma la sua conclusione era facile preda di Mangano. L’occasione più interessante arrivava allo scoccare della mezz’ora, quando Masera lasciava partire un diagonale che sfiorava il primo palo.

La capolista faticava e non poco a trovare spazi nella munitissima retroguardia neroverde che chiudeva bene tutte le linee di passaggio, disponendosi anche a cinque in fase di non possesso, ed appariva fin troppo chiaro che solo un episodio poteva modificare il corso di una partita così bloccata.

Il tempo si chiudeva con la Varesina che provava quantomeno ad avanzare il baricentro della propria azione senza però ottenere risultati significativi e i neroverdi compatti e pronti a punzecchiare gli avversari, con repentini capovolgimenti di fronte. Come quello di Boccadamo che costringeva Guri a spendere un fallo da ammonizione, per impedire al “motorino” neroverde di avvicinarsi in maniera minacciosa nell’area ospite. Sul taccuino, ci finiva anche Colombo in una fase dove si surriscaldavano un po' gli animi sul rettangolo di gioco.

La ripresa si apriva con i rossoblù che si rendevano subito minacciosi con Gasparri, che però alzava troppo la mira da posizione quasi impossibile, e un’uscita efficace di Mangano su Guri, pronto a battere a rete. La risposta della Castellanzese arrivava con uno spunto del solito Boccadamo che non riusciva però ad angolare troppo il tiro, permettendo a Chironi di bloccare senza difficoltà.

Spilli provava a rimescolare le carte, inserendo Ghioldi e Sali per dare nuova linfa a un attacco apparso sin lì troppo abulico ma con risultati deludenti. Il match aveva un’improvvisa fiammata al 71’ quando Colombo, scattato sul filo del fuorigioco, provava a superare con un pallonetto Chironi ma alzava troppo la mira, facendo disperare i supporter neroverdi. La Castellanzese ci credeva e quattro minuti dopo Coghetto era decisivo nell’anticipare Colombo, pronto alla deviazione decisiva.

Il finale scorreva via senza grossi sussulti anche se erano sempre i padroni di casa, a dare l’impressione di crederci di più. All’84’ Sali, reclamava il penalty per un contrasto in area neroverde, ma il direttore di gara faceva giustamente cenno di continuare; un minuto dopo cross del neoentrato Chessa per Boccadamo e conclusione del 77 della Castellanzese che però arrivava “masticata” fra le braccia di Chironi. Nei minuti di recupero non accadeva praticamente nulla, e così lo 0-0 era certificato anche dal triplice fischio finale.

Per effetto di questo risultato, la Castellanzese sale a quota 20 in classifica consolidando la propria posizione di assoluta tranquillità, mentre la Varesina si vede agganciare a 31 dall’Ospitaletto che ha strapazzato con un sonoro 4-0 il Cavenago, e avvicinare dal Desenzano a una sola lunghezza di distanza dalla nuova coppia al comando del gruppo B. Nel prossimo turno, la Castellanzese andrà a far visita al Chievo ancora impelagato nelle zone di bassa classifica, mentre la Varesina ospiterà il Vigasio.

Francesco Montanino


Castellanzese, Colombo entra e segna: con il Sangiuliano è 1-1

 

Un gol per parte e un punto a testa per Castellanzese e Sangiuliano City, con i padroni di casa in vantaggio a inizio secondo tempo con la rete di Ciuffo al quale ha risposto Colombo, entrato dalla panchina.

Neroverdi che continuano la serie positiva, con tre risultati utili consecutivi tra casa e trasferta.

CRONACA

TREZZO SULL’ADDA (MI) La Castellanzese, priva all’ultimo momento di Poli – fermato da una contusione durante il riscaldamento pre partita – parte subito aggressiva seppur la prima conclusione del match è firmata da Palesi, con il tiro bloccato in sicurezza da Mangano.

La risposta neroverde è nei piedi di Robbiati, ben servito da Fall, che termina la sua corsa sul fondo del campo.

Neroverdi che provano a impensierire la retroguardia avversaria sfruttando anche i lanci lunghi a scavalcare il centrocampo, che permettono sia a Fall sia a Boccadamo di prendere velocità e attaccare la profondità.

Primo tempo giocato con grinta da parte della Castellanzese contro un avversario che tiene bene il campo e risponde colpo su colpo agli attacchi neroverdi.


Ripresa che inizia con il vantaggio dei padroni di casa dopo nemmeno due minuti, grazie al tiro di Ciuffo che sorprende Mangano; il portiere neroverde riesce a toccare il pallone che sbatte sul palo prima di finire in rete.

I ragazzi di Mister Cotta non si perdono d’animo, lottando su ogni pallone con grinta e alzando ancora di più il ritmo alla ricerca del pareggio.

Il pareggio della Castellanzese arriva dalla panchina, grazie a Colombo – subentrato a Lacchini – al venticinquesimo; bella geometria di Gritti che serve sulla sinistra Boccadamo, il cui controllo di petto è perfetto e gli permette di saltare il diretto avversario e di servire Colombo, appostato tutto solo davanti alla porta.
Il tocco sotto misura da due passi permette ai neroverdi di trovare l’1-1.

Ci prova anche Di Coste pochi minuti dopo, con un tiro potente e preciso intercettato dalla retroguardia prima che il pallone arrivi nel raggio d’azione di Libertazzi.

Nei minuti di recupero la Castellanzese tenta l’arrembaggio con Fall, rischiando solamente sulla conclusione di Saggionetto, ribattuta da Mangano prima che la difesa neroverde liberi l’area.

L’1-1 chiude la contesa, al termine di una partita giocata ad alti ritmi da entrambe le squadre.

TABELLINO

SANGIULIANO CITY – CASTELLANZESE 1–1 (0-0)

RETI: 2’ st Ciuffo (SC), 25’ st Colombo (C)

SANGIULIANO CITY (4-3-3): Libertazzi; Ciuffo, Varoli, Rettore, Premoli; Barzago, Palesi (36’ st Saggionetto), Cazzaniga; Nisticò (23’ st Lupano), Cogliati (41’ st Vassallo), Balla (23’ st Cocuzza). A disposizione: Carriello, Mazzola, Gatto, Cravino, Deiana. Allenatore: Omar Albertini

CASTELLANZESE (3-5-2): Mangano; Robbiati, Gritti, Bernardi; Fall, Castelletto, Lacchini (16’ st Colombo), Di Coste, Boccadamo; Serra, Padovan (36’ st Rusconi, 50’ st Rodolfo Masera). A disposizione: Scodellaro, Beretta, Marrone, Ruschena, Confalonieri, Amato. Allenatore: Corrado Cotta

ARBITRO: Lorenzo Spinelli di Cuneo; assistenti Francesco Serusi di Oristano e Angelo Celestino di Reggio Calabria

AMMONITI: 5’ st Barzago (SC), 16’ st Rettore (SC), 36’ st Bernardi (C), 40’ st Boccadamo (C), 44’ st Castelletto (C), 49’ st Vassallo (SC)

ESPULSI: nessuno

RECUPERO: 0’ + 7’

Al seguente link è possibile ascoltare le dichiarazioni dell'allenatore neroverde Signor Corrado Cotta: https://www.castellanzese.com/video-mister-cotta-grande-reazione-partita-maschia-e-di-ritmo/

Foto: Aldo Massarutto

VOLLEY FEMMINILE: LA EUROTEK SI INCHINA DI FRONTE ALLA CORAZZATA CONEGLIANO

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